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Una sfidante scalata quella del gruppo altoatesino che si è posto importanti obiettivi: dimezzare il suo footprint entro il 2030, arrivare a Net Zero entro il 2050 e sfruttare al meglio Big Data e AI. Parla il ceo Christoph Engl

La sostenibilità fa parte del DNA di Oberalp. Chi fa business e soprattutto chi opera nell’outdoor dovrebbe essere mosso dalla volontà di ridurre il proprio impatto ambientale non solo per poterlo comunicare. Agire in modo responsabile dovrebbe essere scontato e non un valore aggiunto di pochi. Per Oberalp non esiste un’alternativa e per questo sta viaggiando veloce sulla strada verso Net Zero entro il 2050. Ad arricchire il bagaglio di Oberalp è anche l’innovazione, da sempre caratteristica del Gruppo, che oggi si traduce nell’uso della massima tecnologia a disposizione: intelligenza artificiali e big data. A parlarci dei due aspetti è Christoph Engl, group ceo Oberalp.

Cos’è la sostenibilità per Oberalp?
La sostenibilità non è raggiungere un obiettivo. Si tratta di evolvere costantemente. È un modo di pensare che si riflette nelle nostre azioni e scelte quotidiane. La sostenibilità non è per noi un concetto chiuso o limitato ad alcune aree, e lo viviamo a 360°: con le nostre persone, attraverso l’approccio “people first”, nella realizzazione dei prodotti, con la nostra strategia di circolarità.

Quali sono le principali azioni sostenibili di Oberalp e dei brand?
Abbiamo sviluppato un approccio di design circolare per ridurre l’impatto ambientale dei nostri prodotti. Questo include estendere la durata di questi e dei materiali fin dal processo di design, ritardando il loro smantellamento il più a lungo possibile per ridurre l’uso di nuove risorse. Ma vogliamo fare di più. Vogliamo adattare i nostri modelli di business verso un’economia circolare, ottimizzando i processi di riparazione e stabilendo collaborazioni per la seconda vita dei prodotti e dei materiali. Il concetto di longevità guida tutti gli articoli dei nostri brand: selezioniamo materie, componenti e rifiniture durevoli, riduciamo e rinforziamo i potenziali punti di stress; vogliamo che i nostri prodotti possano essere facilmente riparati, e ciò è possibile grazie a un’architettura semplificata per facilitarne la riparabilità e la sostituzione di componenti e rifiniture e grazie anche alla standardizzazione delle rifiniture e dei pezzi di ricambio. Il design è la chiave per ridurre il nostro impatto climatico. Usiamo ciò che è già disponibile. Ci impegniamo a utilizzare materiali riciclati e naturali, che siano stati coltivati, ottenuti o cresciuti in modo etico (come canapa, viscosa o lana), e che abbiano un impatto minore sull’ambiente rispetto a quelli convenzionali.

Come comunicate le vostre azioni sostenibili?
Ogni anno pubblichiamo il report di sostenibilità “Contribute”, dove illustriamo le iniziative del Gruppo e dei singoli brand in questo ambito. Partecipiamo a eventi di settore selezionati con cura per raccontare il nostro impegno verso la sostenibilità, perché per noi è fondamentale individuare i momenti davvero rilevanti per i nostri target. Infine, attraverso i social come LinkedIn e i siti web, con pagine dedicate a ciascun marchio, per comunicare le iniziative e le novità più rilevanti, raggiungendo potenzialmente clienti e partner in tutto il mondo.

Greenwashing: questo è il rischio in cui ci si espone parlando di temi di sostenibilità. Cosa ne pensate?
Il greenwashing è un rischio sempre molto significativo per le aziende quando si parla di sostenibilità. Per noi, la sostenibilità non è solo un aspetto del nostro approccio, ma costituisce il nostro DNA e la base della strategia. Non è una questione di marketing; ne parliamo poco e con molta cautela, privilegiando i fatti rispetto alle parole. Le nostre affermazioni sono supportate da azioni concrete, risultati di ricerche scientifiche e certificazioni di terze parti, evitando così qualsiasi esagerazione. Prendiamo sul serio il nostro motto “contribute”: nelle comunicazioni raccontiamo ciò che facciamo non per autoreferenzialità, ma per far comprendere come tutti abbiamo un ruolo nel ridurre l’impatto sul pianeta. Cerchiamo di sensibilizzare e coinvolgere chi ci ascolta. Ad esempio, progettiamo i nostri prodotti affinché siano riparabili e offriamo riparazioni di alta qualità; tuttavia, è fondamentale che i clienti scelgano di riparare piuttosto che buttare via.

Leggi l’intervista completa di Karen Pozzi a pagina 14 di Outdoor Magazine 06.