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Importante premessa: oggi questo editoriale vuole in qualche modo essere “un’ode al medio” inteso non nel senso di “mediocre”. Ma alla giusta e saggia via di mezzo, sovente ricca di vantaggi e virtù. Del resto, come già dicevano i latini, con una delle loro ormai celebri locuzioni, “in medio stat virtus” (la virtù sta nel mezzo). Concetto che si presta in maniera ideale a essere applicato anche al momento contingente del mercato outdoor. Vediamo perché.

Innanzitutto dalle numerose inchieste e approfondimenti che abbiamo realizzato negli ultimi mesi (ne trovate evidenza anche su questo numero), è emerso in modo lampante come la fascia dei praticanti più orientata (talvolta ossessionata) dalla performance e dalla prestazione sia rimasta stabile se non in calo. Pensiamo allo scialpinismo, nel quale le “tutine” a livello amatoriale sono addirittura diminuite, come abbiamo evidenziato durante l’interessante tavola rotonda sulla disciplina organizzata nell’ambito dei nostri Winter Business Days lo scorso gennaio e nella nostra rubrica “Inside the race” (si veda nello specifico la puntata nello speciale ski alp del numero 2-2024). Ma è un trend che riguarda un po’ tutto il settore outdoor.

Prendiamo l’ampia categoria del trekking o comunque del cammino. In quest’ambito, negli ultimi anni è cresciuta in modo lampante sia a livello di numeri effettivi che di comunicazione la categoria del fast hiking. Che, se ci pensiamo, è qualcosa di più veloce del trekking classico e più lento del trail running, rappresentando un po’ l’anello di congiunzione tra questi due mondi. I quali si confermano i più importanti in termini di numeri e di incidenza sui fatturati di aziende e negozi. Lo dimostrano anche i dati della nostra inchiesta sul mercato italiano che vi abbiamo presentato sugli scorsi numeri. E anche questo mese non lesiniamo interessanti dati e statistiche: si veda la ricerca sul trail runner italiano che commentiamo alle pagine 12-13 e che il team di Outdoor Wall presenterà in modo ancor più esaustivo durante l’attesissima decima edizione degli ORBDAYS di Riva del Garda (solo uno dei vari imperdibili appuntamenti della fiera, in scena il 26-27 maggio).

Sul secondo fronte, quello del trekking e affini, appunto, vi rimandiamo all’intero speciale allegato nel quale, tra i numerosi contenuti, trovate sia alcuni numeri sui camminatori italiani che una fotografia presente e futura riguardante le vendite mondiali di scarpe da trekking e hiking. Che si prevedono in forte crescita a livello globale: se nel 2023 incidono per 19 miliardi di dollari si prevede che raggiungeranno i 26 miliardi entro la fine del 2033 con una crescita media annua del 3,1%.

Un trend positivo che, come avevamo sottolineato anche nello speciale dello scorso mese, riguarda anche il climbing in molti paesi, Italia compresa, a giudicare dalla crescita costante dei tesserati FASI, passati dai 37mila del 2020 agli 85mila del 2023, con quasi 500mila praticanti stimati. Molti dei quali solo “indoor”. E in generale senza particolari velleità agonistiche e di performance, ma con tanta voglia di benessere, divertimento, aggregazione. Come conferma l’ottimo e “definitivo” ritorno del Melloblocco, nonché flussi e tendenze riscontrabili nelle principali palestre italiane. Su questo fronte torniamo a parlare di una delle più storiche e rappresentative, la Rockspot di Milano, con la quale vi proponiamo dei dati davvero significativi sulle tipologie di utenti suddivise tra uomini e donne. Il grosso dei praticanti? Ça va sans dire… nella fascia d’età “media”, 30-40 anni.


Benedetto Sironi – Editoriale Outdoor Magazine n°05/2024