In questo articolo si parla di:

Perché i brand outdoor dovrebbero occuparsi di argomenti come inquinamento delle acque, biodiversità e  scioglimento dei ghiacciai? Questo è il tema trattato da un interessante articolo pubblicato da ISPO in cui si analizza quanto la produzione dei marchi dipenda dai cicli dell’acqua e li influenza e quanto sia importante preservare l’ambiente.

Nel 2023 è stato superato il sesto valore limite planetario per l’utilizzo dell’acqua blu, ovvero l’acqua dolce. L’esistenza dei ghiacciai in tutto il mondo è gravemente minacciata, con un impatto conseguente su molte regioni per quanto riguarda gli sport invernali.

Dal 2025, però, qualcosa cambierà in Europa: a causa dell’etichettatura ambientale obbligatoria per tutti, i dati sull’acqua dei marchi e dei loro fornitori dovranno essere calcolati in modo trasparente.

Tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite c’è quello di prevenire e ridurre significativamente, entro il 2025, tutte le forme di inquinamento marino, in particolare le attività terrestri, i rifiuti marini e l’inquinamento da nutrienti

Consumo di acqua nell’industria tessile

Secondo un Quantis study rapporto, l’industria tessile consuma ogni anno una quantità di acqua dolce equivalente al volume di 86 milioni di piscine olimpioniche, ovvero circa 215.000 miliardi di litri.

L’ingegnere idroelettrico Charlène Descollonges spiega: “I marchi outdoor, come tutte le industrie tessili, dipendono fortemente dalle risorse idriche, in particolare nella produzione di materie prime, ma anche nella lavorazione – diluizione, lavaggio, riscaldamento, ecc. – nel trasporto e nella distribuzione. La produzione tessile è ad alta intensità idrica e richiede anche terreni per la coltivazione del cotone e di altre fibre“.

La risposta ottimale per l’industria tessile e degli sport all’aria aperta sarebbe un approccio rigoroso e intersettoriale per l’intera catena del valore. Risulta necessario fornire prove tangibili di impatti misurabili che possono essere presentati agli stakeholder. Gli attori pubblici e privati dovrebbero continuare a sostenere le attuali iniziative globali volte a creare un quadro che garantisca l’accesso a dati affidabili.

Possibili conseguenze dell’inazione

Cosa succede se non viene intrapresa alcuna azione? Il risultato potrebbe essere un aumento delle tensioni sui prezzi dei materiali e dell’energia, compresa l’acqua, falsi messaggi ai clienti e una mancanza di comprensione da parte del pubblico.

Nelle società che prestano poca attenzione a questo problema, ci sono anche rischi psico-sociali e paure ecologiche che possono rallentare la produttività e le vendite.

Anticipare i rischi

Secondo la direttiva CSRD dell’Unione europea, le aziende con più di 500 dipendenti e un fatturato di 50 milioni di euro devono rendicontare le loro attività di sostenibilità in modo più completo e secondo standard più uniformi a partire da quest’anno.

L’analisi d’impatto comprenderà anche una valutazione delle risorse idriche utilizzate per la produzione. Le conseguenze di questo consumo di acqua, tra cui l’inquinamento degli oceani, il cambiamento climatico o la biodiversità, rientrano nell’ambito di valutazione dell’impatto della categoria ambiente.

Thomas Buberl, CEO di AXA, scrive nel Risk Report 2023: “I risultati dell’indagine delineano i contorni di un mondo in policrisi, in cui i rischi sono ormai interconnessi. Anticipare questi rischi ci aiuta a proteggerci da essi e a prepararci in modo più efficace, in modo che il futuro non rappresenti un rischio per noi“.

Aiutare e adattarsi

Numerose sono le associazioni con cui i brand outdoor possono collaborare per la formazione o per sostenere le osservazioni e la ricerca scientifica: Mountain Wilderness, Protect Our Winters, Fondation Eau, Neige ] Ice Cream, Water Family, Surfrider Foundation Europe, Under The Pole.

Quando si parla di comunicazione e marketing, è fondamentale per un brand predire il proprio impatto e sfruttarne i contenuti. Ad esempio, attraverso una narrazione avvincente che colleghi le offerte chiave, i benefici funzionali ed emozionali, il ruolo del brand con la biodiversità e gli utilizzatori dei prodotti.

Conclusioni

L’obiettivo è preservare il nostro ambiente invece di esaurirlo. A tal proposito, molti marchi outdoor affrontano la grande sfida di innovare con prodotti meno dannosi ed eco-sostenibili. Il compito delle aziende deve essere quello di adottare comportamenti responsabili e green. Dopotutto, la montagna rimane uno dei pochi ambienti in cui responsabilità e libertà convivono.

La risposta migliore potrebbe essere quella di sostenere una maggiore trasparenza e sviluppare rigorosi standard trasversali.

Fonte: ispo.com