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Salewa introduce la canapa, il filato più antico esistente, nella sua collezione estiva. Sarà il materiale principale in alcune delle sue collezioni in arrivo per la SS24. 

Il filato più antico del mondo

La canapa è il filato più antico esistente, con un promettente futuro. Nelle Alpi la produzione di canapa ha una lunga e radicata tradizione e, nel passato, l’Italia è stata il maggiore produttore di canapa tessile di alta qualità. Grazie alle sue proprietà e al basso impatto ambientale, molto più contenuto del cotone, negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria rinascita della filiera tessile della canapa. In questo contesto s’inserisce Salewa, che ha deciso di farsi strada utilizzandola come materiale.

L’attenzione del brand è stata attratta dalle proprietà naturali di comfort e termoregolazione del tessuto. Oltre a queste, ovviamente il suo basso impatto ambientale. Rispetto al cotone, infatti, la canapa è più durevoleisolantetraspiranteresistente al calore e ai raggi UV e antibatterica. Inoltre, essendo eccezionalmente morbida, con fibre leggere e soffici, offre una sensazione di grande piacevolezza sulla pelle e non genera cariche elettrostatiche.

Un network locale

Attualmente Salewa fa parte di un network locale nell’arco alpino che ha l’obiettivo di riportare la produzione e la coltivazione della canapa nelle Alpi e di sfruttare al massimo tutte le potenzialità di questa pianta, non solo nel settore tessile.

I capi in Alpine Hemp rappresentano il risultato di un approfondito lavoro di ricerca e sviluppo e di un’ampia attività di collaudo svolta assieme ad alpinisti, atleti professionisti e guide alpine.

Christine Ladstaetter lavora da tantissimi anni presso l’azienda altoatesina, dove ha ricoperto diverse posizioni e da ultima quella di innovation & special projects manager. Ha sempre giocato un ruolo molto importante nello sviluppo dei materiali e dal 2017 lavora all’utilizzo della canapa nel settore tessile.

Il grande potenziale sostenibile della canapa industriale per fibra tessile (e per altri prodotti derivati) risiede nella pianta stessa, nella coltivazione e nella sua capacità di “carbon storage”. La canapa non richiede irrigazione e pesticidi, protegge la biodiversità e con le radici ramificate e profonde rigenera il terreno.” Christine Ladstaetter, innovation & special projects manager, Salewa