In questo articolo si parla di:

La giovane start up lombarda è nata da un’idea di tre ragazzi –  Sarta Chiara, Mattia e Silvia – e coniuga sostenibilità, design e artigianalità realizzando prodotti must-have per tutti gli appassionati di arrampicata e non solo.

Il concept

Fin dalla sua fondazione nel 2022, le giovani menti di questo progetto hanno manifestato la volontà di proporsi come una valida alternativa rispetto l’ampia scelta fast-fashion presente sul mercato di riferimento. In che modo?
Ai tre ragazzi piace paragonare i prodotti di RUPE Clothing all’abbigliamento utilizzato dai nostri nonni. Un tempo non c’era, infatti, la necessità di comprare continuamente, motivo per il quale l’inquinamento tessile era decisamente ridotto rispetto ad oggi.

Sarta Chiara

L’abbigliamento viene cucito a mano, in Italia, da sarte professioniste ed è realizzato con l’obiettivo di durare a lungo ed essere riutilizzato, ponendo una particolare attenzione a ogni minimo dettaglio di produzione, ricercando tessuti di alta qualità. Solo nel 2022, infatti, sono state prodotte 455 felpe, arrivando a picchi di 12-13 capi al giorno, e il tutto unicamente grazie alle abili mani di Sarta Chiara. Nel 2023 il progetto ha iniziato a crescere e ha coinvolto nuovi sarti del territorio, mantenendo una produzione sartoriale a filiera estremamente corta e una forte etica del lavoro. La parola sostenibilità diventa quindi intrinseca all’interno del DNA del brand, anche grazie al forte legame con l’ambiente, in particolare con lo scenario montano, essendo nato inizialmente per la disciplina sportiva dell’arrampicata. Perché? Il mondo dei climbers è molto inclusivo, ogni appassionato di questo sport è abituato ad adattarsi a qualsiasi condizione ed è attento a tutti gli aspetti ambientali ed etici. Il climbing è un’attività conviviale durante la quale si condivide qualcosa di più che il grado di una via.

“Una delle cose a cui teniamo di più è dare un accento diverso alla sostenibilità nel mondo tessile. Crediamo che non vada intesa solamente con l’utilizzo di tessuti bio/riciclati, ma puntando anche sull’etica lavorativa e sui diritti dei lavoratori, molto spesso dimenticati nel mondo dell’abbigliamento”
Sarta Chiara, founder e Resp. Produzione di RUPE Clothing

Felpa EARTHY

I ragazzi di RUPE Clothing hanno celebrato l’arrampicata attraverso un prodotto iconico e di design: la felpa EARTHY, il primo capo della giovane start up lanciato sul mercato. Una felpa unisex per le attività indoor e outdoor, riconoscibile per il suo aspetto vintage ma sempre attuale per le sue quattro diverse colorazioni personalizzabili presenti in un unico prodotto. È cucita a mano ed è fatta in cotone certificato OEKO-TEX, lo standard unico di certificazione e controllo nel settore delle materie prime tessili.

Non solo, Sarta Chiara si è spinta oltre, esplorando anche la tecnicità e la performance creando abbigliamento tecnico come i set da donna composti da leggings, top o canottiere con diverse tecnologie che assicurano una rapida asciugatura, libertà di movimento e durata nel tempo.

Mattia Calise, founder e Marketing Manager di RUPE Clothing afferma: “Quando abbiamo iniziato questo progetto in tanti ci hanno sconsigliato di produrre abbigliamento Outdoor in Italia, dicendoci che quasi tutti i brand hanno – o stanno – spostando la produzione in est Europa o in Asia per risparmiare sui costi del lavoro. Sappiamo che non sarà semplice, ma abbiamo accettato questa sfida, crediamo in questo territorio e faremo del nostro meglio per ridare slancio alle piccole produzioni sartoriali a filiera corta”.