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Colmar festeggia 100 anni e lancia l’esclusiva capsule firmata da Joshua Vides. L’azienda made in Monza, ormai alla quarta generazione, caratterizzata dalla costante ricerca di nuove tecnologie e della maniacale cura  dettagli, nel corso dei decenni è cresciuta così tanto da diventare il punto di riferimento dell’outerwear montano e del lifestyle cittadino.
Per festeggiare questo importante compleanno Colmar ha scelto ha scelto l’artista americano Joshua Vides. E proprio, oggi 12 ottobre, verrà svelata la collezione con un evento speciale da Antonia a Milano.

Colmar festeggia 100 anni con Joshua Vides

Originario di Palo Alto, California, Joshua Vides è un artista visivo. E ha guadagnato una reputazione stellare dopo aver personalizzato le Nike Air Force 1 nel 2017. Il suo è uno stile ben identificabile, un esercizio di arte visiva, che creano realtà parallele attraverso il suo tratto manuale. Vides ha collaborato poi con numerose case di moda, come PUMA e New Balance, nonché con il Museum of Contemporary Art di Chicago e Google.
L’etica dell’abbigliamento da sci di Colmar assume un’estetica più audace attraverso gli schizzi caratteristici di Joshua Vides. un progetto, curato da Hypebeast, che si fonda sulla capsule collection di Joshua Vides e contenuti creativi, video e campagne di comunicazione, realizzati in sinergia con Hypemaker.

Una collaborazione fatta di 10 capi, che tracciano e ridisegnano la cultura e il know-how del brand monzese a colpi di pennello. Due piumini e un gilet imbottiti reversibili si distinguono come highlight della collezione. la prima stampata in bianco e nero da un lato, dove Vides ha ridisegnato una giacca sopra il piumino 1249.

E un total black dall’altro, completata dal primo capo in assoluto di Colmar, con il motivo colomba. Ci sono poi due berretti in lana con le maschere da sci. Una sciarpa total logo, una felpa e un paio di pantaloni in cotone assieme a una T-shirt disegnata con un groupage di medaglie d’oro attorno al collo che vogliono ricordare una foto storica della campionessa croata di sci, Ivica Kostelic.

Colmar festeggia 100 anni di storia

Chi lo avrebbe mai detto che uno dei brand laeder nel mercato dei capispalla affonda le sue radici nella produzioni di ghette maschili in feltro?
La storia di Colmar è iniziata infatti nell’ottobre del 1923 a Monza, alle porte di Milano, all’epoca uno dei distretti manifatturieri più importanti d’Europa per la produzione di cappelli di lana. Mario e Irma Colombo, dopo essersi sposati, hanno aperto una piccola impresa di cappelli e con una brillante intuizione hanno iniziato a usare i coni difettosi di feltro di lana per produrre ghette, a quel tempo accessorio fondamentale de vestire maschile. Il nome, Colmar, è nato quasi per caso dall’acronimo di Mario Colombo ed è presto diventato un segno riconoscibile e distintivo del loro percorso.

Con gli anni Trenta Colmar diventa a tutti gli effetti un’azienda di abbigliamento, cominciando a produrre principalmente tute di cotone per operai o per i benzinai. E’ sempre in quegli anni avviene l’incontro con Leo Gasperl, austriaco naturalizzato italiano, primatista nel chilometro lanciato nel 1932, precursore della tecnica degli sci paralleli. Per lui Colmar studia l’avveniristico Thirring, una specie di mantello di tela che gonfiandosi lo fa assomigliare a un pipistrello. Inizia la connessione continua con gli atleti e i campioni dello sci alpino del momento, di cui Colmar coglie suggerimenti e idee per creare prodotti dedicati sempre più performanti. Dopo un periodo in cui l’azienda si ritrova a produrre anche le sahariane per la Legione straniera nel 1950 inizia il suo rapporto con la FISI (la Federazione Italiana Sport Invernali) che durerà fino al 1992.

Sempre negli Anni ’50, la famiglia Colombo incontra Zeno Colò, primo italiano a vincere la discesa libera ai Mondiali e anche il primo campione mondiale della storia nello slalom gigante, disciplina che venne introdotta proprio in quell’edizione, nel 1950 ad Aspen, per il quale Irma si inventa una tuta da gara più performante performante realizzata con i  primi tessuti elastici, presi dai bustini da donna. Era la Guaina Colò, aderente e aerodinamica. Intanto Colmar diventa diventa distributore di importanti marchi: dai giapponesi Mizuno, fino a Adidas e Lacoste.

La valanga Azzurra

Negli anni Settanta succede qualcosa di imprevisto e meraviglioso. Lo sci italiano diventa uno dei migliori al mondo e nasce la leggenda della Valanga Azzurra. I nomi sono entrati nella leggenda: Gros, Thoeni, Stricker, Schmazl e Pietrogiovanna. Colmar segue la nazionale italiana attraverso una serie di incredibili innovazioni tecniche: le tute sono testate nelle gallerie del vento di Fiat e Moto Guzzi, le fibre escono da una ricerca del Politecnico di Milano.

In caso di neve Colmar

Oltre ad ampliarsi come azienda Colmar in questo secolo si amplia anche come famiglia: Angelo e Giancarlo si sposano e hanno dei figli e così nel 1972 etra in azienda l’attuale presidente, Mario Colombo, figlio di Giancarlo e fratello di Laura, anche lei nel consiglio di amministrazione. Negli Anni Ottanta arrivano Giulio e Carlo Colombo, oggi ceo dell’azienda, figli di Angelo. La terza generazione vede esplodere di fronte a sé un nuovo fenomeno: a partire dal 1986, l’astro nascente dello sci italiano, Alberto Tomba, diventa una superstar internazionale. Nello stesso periodo, Debora Compagnoni diventa una delle sciatrici italiane con più vittorie, ottenendo tra l’altro sedici vittorie in Coppa del Mondo.

Attraverso loro Colmar ottiene una visibilità internazionale che apre all’azienda nuovi mercati e nuove possibilità. In quegli anni nascono numerosi capi iconici. Come la giacca Bormio, fatta per celebrare i Mondiali organizzati nell’omonima cittadina montana, realizzata da strati multipli, da inserti in pelle è maniche staccabili; negli anni ’90 arriva invece la Technologic una giacca dalla personalità dirompente, color block, che fa parte di una collezione che rompe gli schemi del classico e porta sulla neve il pop.

Colmar Originals: una collezione metropolitana

Con gli Anni 2000 l’abbigliamento tecnico è divenuto ormai parte del quotidiano di tutti. E Colmar nel 2009 inaugura la linea Originals che declina l’esperienza e la cultura aziendale in chiave cittadina e lifestyle. Una collezione capace di riscuotere un enorme successo nel tempo e l’attenzione anche di un pubblico più giovane rispetto al passato. Ritorna l’ormai iconico bollo rosso e blu, dismesso nel 1985. Ma anche della riedizione di capi iconici che hanno un successo tale da portare all’apertura di 17 flagship store diretti in Italia e in Europa.

Colmar: una storia di famiglia (alla quarta generazione)

Nell’azienda monzese, nel frattempo, si comincia ad affacciare la quarta generazione con Stefano Colombo, figlio di Mario, Roberta Colombo, figlia di Giulio e Riccardo Vago, figlio di Laura.
In azienda entra un controllo totale della supply chain e dei processi produttivi. Il tema della responsabilità viene affrontato attraverso una governance attentissima a fornitori e sub-fornitori esteri, con cui si instaurano rapporti diretti. Il risultato è una conoscenza millimetrica di tutte le dinamiche di produzione. Da quelle dei tessuti a quelle dei capi, che permette di monitorare costantemente non solo gli standard qualitativi ma anche il rispetto di regole etiche che sono sempre state l’anima dell’azienda.

Tra le scelte su cui si è concentrata la sensibilità verso la sostenibilità dell’azienda ci sono il Teflon Eco-FHlite, l’ovatta Thermosott, il Graphene. Solo per citarne alcuni. La progettazione avviene interamente nella sede di Monza. Rimane in questo modo al centro di ogni attività e il prodotto, le sue caratteristiche tecnologiche ed estetiche, continuano a restituire ancora oggi la storia e la cultura dell’azienda. Esattamente come ai tempi di Mario e Irma.

di Valeria Oneto