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Tanti dei nostri lettori senz’altro conoscono Pietro Trabucchi. Per gli altri, ricordiamo che è uno psicologo che si occupa da sempre di prestazione sportiva, in particolare di discipline di resistenza. È stato per molti anni psicologo delle Squadre Nazionali di Triathlon e ora, tra le altre cose, si dedica alle Squadre Nazionali di Ultramaratona, oltre a seguire numerosi atleti endurance. Uno dei concetti a lui più cari, ricorrente anche nei suoi libri, è quello di resilienza. Ossia – proprio nella definizione che ne offre Trabucchi – la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontrano sul cammino. L’individuo resiliente è ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni, è capace di non perdere comunque la speranza.

Questo ampio ma doveroso preambolo è particolarmente adatto per introdurre due dei principali focus di questo secondo numero di Outdoor Magazine. Ma tornerà utile probabilmente anche per i rimanenti mesi dell’anno. Innanzitutto, proprio il termine resilienza caratterizza il titolo del terzo rapporto annuale realizzato da McKinsey & Company in collaborazione con The World Federation of Sporting Goods Industry (WFSGI), del quale vi parliamo alle pagine 16-17 e che è stato anche oggetto di analisi in un importante meeting organizzato proprio dal nostro gruppo (report a pag 14). Uno studio che prende in esame vari aspetti della sport & outdoor industry, alle prese con sfide, rischi e opportunità nel corso del 2023. Annata che si preannunciava – e si sta in effetti rivelando – particolarmente sfidante per vari motivi.

La conferma arriva indirettamente anche dal “fresco” bilancio del 2022 che continuiamo a delineare grazie alla nostra sempre attesissima inchiesta “La Carica dei 101”, realizzata intervistando altrettanti punti vendita specializzati. La prima puntata pubblicata sullo scorso numero ha già acceso discussioni e confronti, delineando una situazione di luci e ombre. Del resto, anche questa seconda tranche fotografa una situazione in chiaro- scuro. Anzi, possiamo dire che, a differenza delle ultime due inchieste (riferite a 2020 e 2021), non sono pochi i commenti che spaziano tra indifferenza e preoccupazione. Certo, c’è anche chi si è portato a casa un ulteriore, lieve incremento nelle vendite. Ma in generale si è assistito a un deciso rallentamento oppure a segni negativi. Fisiologico, verrebbe da pensare, dopo due anni di crescita sostenuta e condizionata da tutto quanto abbiamo detto, scritto e analizzato nel recente passato.

Tutto vero. Certo è che ci sono stati anche ulteriori fattori condizionanti, come il problema delle tardate o mancate consegne che – ahimé – torna ancora nel commento di molti retailer. Così come la minor capacità di spesa delle famiglie dovuta all’aumento dei costi e degli stessi listini. Dinamiche che, è giusto sottolinearlo, hanno rappresentato spesso scelte obbligate da parte delle stesse aziende, avendo subito a propria volta sensibili rincari da tutta la catena dei fornitori. Detto questo, talvolta un maggior confronto e flessibilità da parte dei marchi sarebbe senz’altro auspicabile. Così come una maggior volontà di confronto e supporto tra tutti gli operatori, retailer in primis. Anche (anzi soprattutto) quando non tutto gira per il verso giusto. In fondo, non per forza deve scoppiare una pandemia per fare in modo che vi sia una volontà di collaborazione reciproca e costruttiva per il bene del mercato e quindi di ogni realtà che vi opera. È giusto e doveroso tenerlo bene in mente nei prossimi mesi. Nei quali, prima di rientrare auspicabilmente in buona “forma” nella propria attività e recuperare i giusti ritmi nelle vendite, ci sarà bisogno di tre doti in particolare: pazienza, costanza e – per l’appunto – resilienza.

Benedetto Sironi – Editoriale Outdoor Magazine n°02/2023