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Dopo 28 giorni passati in parete a temperature proibitive, di cui almeno la metà spesi sullo Snow Ledge, una piccola area di neve e ghiaccio ad un’altitudine di 5.700 m, l’alpinista spagnolo e testimonial Montura Edu Marín è riuscito lo scorso 21 luglio 2022 a salire in libera “Eternal Flame”, una delle vie più difficili al mondo, sulla Nameless Tower (6.286 m), la più alta tra le Torri di Trango, in Pakistan.
Questa iconica via, aperta per la prima volta nel 1989 dalla fortissima cordata tedesca composta da Kurt AlbertWolfgang GüllichChristof Stiegler Milan Sykora, si sviluppa per 650 metri a partire da un’altitudine di 5.000 m sulla roccia di granito con difficoltà fino a VI, 7b+, A2.

Edu Marìn

La loro scalata, che fino all’ultimo sembrava impossibile, ha dato al mondo dell’alpinismo una nuova dimensione in cui esprimersi: l’arrampicata sui cosiddetti big wall, in cui Marín si è specializzato negli ultimi anni, collezionando ripetizioni di vie sulle pareti più alte al mondo. L’alpinista spagnolo ha messo gli occhi su Eternal Flame nel 2021. Nonostante sia riuscito a salire fino in cima l’estate scorsa, il sogno della libera è stato infranto a causa del maltempo e due tiri che non era riuscito a salire rotpunkt. Marín è stato assistito nell’ascensione da suo padre Francisco “Novato” e dal fratello Alex.

Il 4 luglio, sempre in Pakistan, l’alpinista peruviano e guida di alta montagna UIAGM Cesar Rosales ha raggiunto la vetta del Nanga Parbat (8126 m), la nona montagna più alta al mondo, insieme alla cordata valdostana composta da François Cazzanelli e Jerome Perruquet, senza l’utilizzo ausiliare di ossigeno.
La spedizione di Rosales, sostenuta da Montura, è stata resa possibile grazie al lavoro “dietro le quinte” dell’alpinista e collaboratore dell’azienda Alberto Peruffo, che ha commentato la salita di Rosales come “densa di significati non solo alpinistici, in quanto in poco più di un giorno è salito e sceso al campo base, facendo da spalla al fuoriclasse François Cazzanelli, e diventando il primo del suo Paese a salire questo Ottomila; ma anche sociali. La storia di Cesar è davvero speciale, dalla nativa Cordillera Negra al suo diventare guida alpina all’interno del percorso Guide Don Bosco 6000ideato da Giancarlo Sardini dell’Operazione Mato Grosso presso il Centro Andinismo Renato Casarotto di Marcarà”.

 

Scopri la rubrica Montura x Outdoor Magazine a pagina 26 di Outdoor Magazine 09.