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Avete mai pensato a cosa rende impermeabile le giacche hardshell? Da cosa sono composti i capi outdoor? La natura è sicuramente una questione che sta a cuore a chiunque ami stare all’aria aperta, ma quanto è davvero ecologico il nostro equipaggiamento? Che cos’è la moda sportiva sostenibile?

I capi di abbigliamento di alcuni produttori contengono spesso microplastiche. I più colpiti sono gli indumenti a base di fibre sintetiche. Le microplastiche sono materiali plastici con dimensioni inferiori ai cinque millimetri e non sono visibili a occhio nudo. Finiscono nei laghi, nei fiumi e negli oceani e danneggiano l’ambiente. Una volta lì, non possono essere rimosse: non si sciolgono in acqua e sono difficilmente degradabili.

I materiali più friendly

Fortunatamente esistono valide alternative altrettanto funzionali, ma molto più rispettose dell’ambiente. In generale, le fibre naturali sono la scelta migliore per l’ambiente.
La pelle animale è un’ottima opzione per le scarpe da trekking e da escursionismo, per non dover scendere a compromessi sulla funzionalità. Il cotone, nonostante si asciughi più lentamente, è adatto all’abbigliamento outdoor soprattutto se di un marchio biologico affidabile. La Lana Merino non solo inibisce gli odori, ma regola anche il calore. Grazie a queste proprietà, necessita di meno lavaggi. Inoltre, è un materiale riciclabile che può essere impiegato per produrre nuovi capi.

Oltre ai materiali diversi, ci sono anche alcune pratiche che possono essere incentivate nella industry.

Smaltimento sostenibile

In linea di massima, più a lungo un indumento viene utilizzato, meglio è per l’ambiente. Ma quando i capi sono troppo datati da avere ancora le loro qualità iniziali, la vestibilità non è più quella giusta o non piacciono più, ci sono diversi modi per smaltirli o dare loro una nuova casa. Il modo più sostenibile è sicuramente quello di allungare la loro vita regalandoli o vendendoli attraverso i portali di seconda mano. Anche acquistare capi di seconda mano è sicuramente una scelta sostenibile. In uno scambio di vestiti, si possono scoprire nuovi tesori tra amici o in una cerchia più ampia e dare una nuova vita ai vecchi capi preferiti. Questo è il modo sostenibile per eccellenza.

Riparare invece di buttare

Spesso non ci vuole molto per dare nuova vita a un vecchio capo di abbigliamento. Molti marchi di abbigliamento outdoor come Mammut, Gore-Tex, Vaude, Jack Wolfskin o Patagonia offrono un servizio di riparazione completo. I clienti possono inviare i capi per la riparazione, oppure portarli in autonomia o ordinare un kit di pronto soccorso per l’abbigliamento outdoor e mettersi al lavoro da soli.

Economia circolare: un passo nella giusta direzione

Consumo sfrenato o economia circolare? Lentamente ma inesorabilmente, il mercato outdoor si sta muovendo verso un’economia circolare. Ecco come nasce la moda sportiva sostenibile: con l‘aiuto del riciclo. Il poliestere impiega fino a 400 anni per decomporsi in microplastiche, che a loro volta causano problemi all’ambiente. Per questo motivo, lo sviluppo si sta muovendo in direzione di fibre sintetiche bio-based che possono essere ottenute da materie prime rinnovabili, come il bambù. Le fibre biobased hanno anche il vantaggio di poter essere smaltite senza problemi nel rispetto dell’ambiente.