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Un nuovo stabilimento a Monastir, in Tunisia, che rappresenta per l’azienda con sede ad Annecy un ulteriore passo verso la sostenibilità. A due ore di distanza dalla capitale, il nuovo edificio è qualcosa di rivoluzionario per le aziende tunisine: di 3.500 mq di spazio luminoso, offre ai suoi 160 dipendenti condizioni di lavoro moderne, oltre a un comfort ottimizzato negli spazi comuni (aria condizionata e riscaldamento in tutta la struttura, mensa moderna e attrezzata, ampio giardino alberato), nonché un facile accesso al luogo di lavoro tramite navette gratuite messe a disposizione dallo stabilimento. Perché sostenibilità non significa solamente attenzione agli aspetti produttivi, ma anche all’ambiente di lavoro e al benessere dei dipendenti. Si tratta di un circolo virtuoso che impatta su tutti gli aspetti della filiera. Privilegiando il circuito breve, Millet aumenta così la percentuale di produzione di capi in tessuto confezionati in stabilimenti di prossimità di sua proprietà, conformi a esigenti requisiti, garantendo così il rispetto della carta CSR e il benessere dei suoi dipendenti.

Questi investimenti fanno capo alla visione di Millet Mountain Group, promossa da Romain Millet e sostenuta dal recente finanziamento di Jean-Pierre Millet e Inspiring Sport Capital.

Ne abbiamo parlato con Herve Sergio Locatelli, Sales & Mkg Director – Southern Europe Millet Mountain Group (Millet & Lafuma), che si è espresso in questo modo.

“Il nuovo stabilimento, con i suoi spazi ampi e luminosi, è dotato di 4 catene si montaggio oltre allo spazio per aggiungerne altre in futuro. Segnale, questo, della volontà dell’azienda di investire su questo progetto e di non fermarsi a quanto fatto fino ad ora. Il fatto di costruire fabbriche “vicine a casa” (la Francia, ndr) fa parte della politica di sostenibilità intrapresa. Produciamo già il 45% di abbigliamento nelle fabbriche di nostra proprietà e l’obiettivo è di esternalizzare la produzione sempre meno. Quello che facciamo nelle nostre fabbriche è la parte tecnica, così da avere un maggiore controllo sulla qualità”. Stiamo lavorando affinchè si possa un giorno produrre il 100% del nostro segmento top di gamma “Mountain Expert” nelle nostre fabbriche.

Dal punto di vista delle tecnologie introdotte nel nuovo stabilimento, in cosa si traduce la sostenibilità?

Ne è un esempio la nuova sala di taglio automatizzata che integra le più recenti tecnologie di trapuntatura, taglio meccanico e laser che permette di avere sempre meno scarti. Per il futuro (3-5 anni) la fabbrica sarà migliorata con una “distesa” di pannelli fotovoltaici che, posizionati alla picchiata del sole, le permetteranno l’autosufficienza energetica.

 Parliamo di risvolti sociali…

La fabbrica garantisce condizioni di lavoro migliori e diverse rispetto a quelle offertte dalle aziende locali, non è un caso che il turn over sia bassissimo. In Tunisia tante donne non guidano e il nostro sistema di navetta permette loro di lavorare. Oltre ad abbassare le amissioni ovviamente.

È stata sottolineata più volte la luminosità dell’ambiente. Quali vantaggi?

 Duplici: le persone sono più felici di lavorare in un ambiente bello, pulito e luminoso. Inoltre, dal punto di vista tecnico, la luminosità dell’ambiente permette di individuare eventuali difetti dei capi.