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Da Manikia non si vede il mare. È nascosto dalle pareti rocciose alte fino a qualche centinaio di metri. Calcare rosso e grigio, estremamente lavorato; “tufas” che corrono verso il cielo e grotte tra le cui stalattiti i migliori scalatori disegnano linee che rappresenteranno una sfida per molti altri. Eppure il mare è là, oltre le montagne, distante solamente una mezz’oretta di auto. Il paesino è piccolo. Quattro vie e i suoi abitanti che con curiosità ed entusiasmo hanno accolto la community degli scalatori che (dal 12 al 15 maggio) sta partecipando al ritorno di Petzl Roc Trip.

Il villaggio di Manikia, in Grecia

Una festa dell’arrampicata in cui durante la giornata i partecipanti (150 da tutta Europa) sono chiamati a prendere parte ai vari clinic (arrampicata su monotiri o multipitch, canyoning, deep water solo, chiodatura, preparazione del base camp), a divertirsi e, la sera, a festeggiare. Il 2022 di Petzl Roc Trip vede protagonista Manikia e il territorio che la circonda, le sue persone e le tradizioni. L’obiettivo è quello di valorizzare e far conoscere al mondo l’incredibile potenziale outdoor di questa zona, che oltre all’arrampicata offre strade e sentieri su cui fare trekking o andare in mountain bike, gole in cui fare canyoning e grotte per gli appassionati di speleologia. Il tutto nel rispetto del territorio e della cultura che ne è parte.

L’arrampicata e l’outdoor in generale diventano quindi gli strumenti attraverso i quali Manikia Project, l’associazione no profit degli abitanti di tutti i villaggi della più ampia area Manikia – Vrisi – Kimi, ha deciso di valorizzare il potenziale legato al proprio territorio. E in questa impresa Petzl è al suo fianco. Oltre all’organizzazione di questa edizione di Roc Trip, il brand francese ha sostenuto l’associazione economicamente e portando i suoi migliori chiodatori, ha creduto fortemente nel progetto e ha fatto sì che Manikia salisse col Roc Trip su un palcoscenico mondiale.

Le primissime vie di arrampicata furono attrezzate nella zona di Vrisi, diversi anni orsono, da alcuni alpinisti locali. Ma erano poche e senza la giusta spinta fu impossibile farle conoscere. Il posto è rimasto, per molti anni, praticamente sconosciuto. Fino a che, nel 2015, un gruppo di alpinisti francesi non ha notato l’area e riconosciuto la qualità e la bellezza uniche della sua roccia. Entrati in contatto con le autorità locali e con il supporto del Comune di Kimi-Aliveri, il gruppo ha avviato tutte le procedure per iniziare i lavori di chiodatura. Le prime vie “fatte dai francesi”, praticamente innamorati della roccia ruvida di Manikia e dintorni, risalgono a ottobre 2018. Entro la fine del 2019, le vie chiodate erano diventate 350 e ci sono ancora tantissime pareti tutte da esplorare.

La mappa delle aree scalabili, il numero delle vie suddivise per zone (geografiche) e grado di difficoltà

 

La comunità locale e il Comune di Kimi-Aliveri hanno abbracciato il progetto. L’associazione, costituita da locals, è nata proprio per sostenere il progetto. Oltre alla valorizzazione del territorio, il progetto nasce per creare una opportunità di lavoro ai giovani che, diversamente, devono allontanarsi dalla loro terra in cerca di impiego.

manikia.com

 

Testo e foto: Tatiana Bertera