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Ieri, 10 maggio 2022, l’Oberalp Summit ha riunito a Igls, in Tirolo (Austria), i media italiani e tedeschi del settore, oltre ad alcuni retailer selezionati. La giornata è stata dedicata sia alla presentazione delle nuove collezioni SS23 dei marchi proprietari del Gruppo, quali Salewa, Dynafit, LaMunt, Evolv e Wild Country, sia a una riflessione sulla più che attuale tematica “Made in Asia or Made in Europe?La supply chain dell’industria dell’outdoor in tempi turbolenti”.

Oggi stiamo assistendo a due fenomeni contrastanti tra loro: l’incremento della domanda di calzature, abbigliamento tecnico e attrezzatura, generato in maniera significativa dal continuo aumento dei praticanti outdoor, si scontra con la fragilità delle catene di approvvigionamento globali. 

Una fragilità causata per la maggior parte dalle crisi e dai conflitti odierni che, in un primo momento e in alcuni Paesi, hanno costretto le aziende produttrici a mettersi in standby, bloccando dunque la produzione, a cui sta seguendo la difficoltà nel reperimento delle materie prime e un cospicuo innalzamento dei costi di trasporto.

A tutto questo si somma l’emergenza climatica che, a suo modo, incide sull’industria dell’outdoor e la sta costringendo ad affrontare grandi sfide: i brand stanno concentrando molte energie nella ricerca e nello sviluppo di prodotti che sfruttino materiali di scarto o componenti sostenibili e, allo stesso tempo, siano durevoli. Oltre a ciò sono chiamati a diminuire il proprio impatto sul Pianeta.

Il Gruppo Oberalp ha messo i propri stakeholder davanti a tutte queste domande: come si concilia il boom della domanda con una produzione sostenibile? Come possono aziende, attive a livello globale, essere all’altezza della loro responsabilità sociale in tutti i siti produttivi? E perché l’abbigliamento e l’attrezzatura tecnica di alta qualità vengono prodotti proprio in determinati luoghi?

E ha fornito, attraverso un documentario composto da quattro episodi in cui sono state raccolte le riflessioni di fornitori, associazioni industriali, ONG e rinomati competitor, una valutazione delle opportunità, delle sfide e dei rischi delle catene di approvvigionamento per il settore.

L’obiettivo di questo interessante scambio di idee è stato quello di stimolare un dialogo collettivo al fine di individuare approcci e soluzioni comuni, in quanto è innegabile che i protagonisti dell’intera industria dell’outdoor debbano viaggiare nella stessa direzione, adottando modelli di business etici e sostenibili. 

“Coloro che incentivano le persone a essere attive nella natura, devono anche aver fatto della conservazione della natura stessa il loro punto di riferimento”, afferma Christoph Engl, ceo del Gruppo Oberalp.

L’intervista a Christoph Engl e gli approfondimenti sulle collezioni SS23 li troverete sul prossimo numero di Outdoor Magazine e nel suo allegato.