In questo articolo si parla di:

La guerra che si è scatenata in Ucraina sta avendo ripercussioni su moltissimi aspetti e, come abbiamo già detto più volte, lo sport e gli sportivi non ne sono esenti.

In soli 19 giorni sono cambiate le priorità dei cittadini della terra invasa e, di conseguenza, gli obiettivi. Un esempio è l’alpinista Irina Galay che, proprio a marzo 2022 aveva programmato di raggiungere la vetta dell’Annapurna, in Nepal. Ma dal 24 febbraio scorso le tute usate in alta quota sono state sostituite dalla divisa militare per coordinare un corpo di volontari che vogliono difendere il loro Paese dall’esercito russo. Moltissimo è il sostegno ricevuto da amici e colleghi dell’alta quota.

A condividere lo stesso destino di Irina è Valentyn Sypavin, titolare di Alpomania e anch’egli alpinista ucraino. La sua famiglia il 25 febbraio si è unita agli oltre dieci chilometri di coda  per fuggire da Kharkiv, città che oggi è distrutta dai bombardamenti. Ha anche lui fatto la sua parte donando sacchi a pelo e tappeti a una famiglia vicina la cui casa era stata distrutta da un missile. “I razzi volano verso i quartieri pacifici delle città ucraine. Non è un falso, sono fottuti missili russi! Questa è follia! Tutti mi conoscono come molto tollerante. Ma i russi hanno attaccato l’Ucraina! Questa è guerra!” Questo è lo sfogo di Vanentyn riportato anche da explorersweb.com.

E ancora Oleg Ivanchenko, il titolare di Extreme Guide, ha offerto rifugio alla popolazione che scappava dai bombardamenti nei sotterranei del suo club alpino di Odessa, oggi tra i bersagli russi. 

Grazie ai social network, e nello specifico a Facebook, chiede il supporto per la raccolta di fondi ai quali chiunque può contribuire. Ma soprattutto cerca di dialogare con i suoi follower russi e bielorussi spiegando loro che questa non è la loro guerra ed è necessario fermare Putin e tutti i suoi sostenitori. 

E infine anche Anna Piunova, adventure & climbing photographer oltre che editor in chief di mountain.ru si fatta promotrice di un’importante iniziativa firmando, insieme ad oltre 100 altre persone, una lettera aperta scritta dal premio Nobel Dmitry Muratov e chiedendo supporto ai colleghi russi e alla comunità internazionale: “Compatrioti! Lo scoppio della guerra della Russia contro l’Ucraina è una vergogna. Questa è la nostra vergogna, ma, sfortunatamente, anche i nostri figli, una generazione di russi molto giovani e non ancora nati, dovranno assumersene la responsabilità“, si legge.

Fonte: explorersweb.com
Ph © @Irina Galay