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Esiste, in una miniera d’argento nel cuore del Messico, una grotta nascosta sepolta a 300 metri sotto la superficie terrestre. Un posto reso magico dallo spontaneo fluire della natura e scoperto dall’associazione di esplorazioni geografiche La Venta, di cui Ferrino è partner da 30 anni.

Il rapporto tra il brand italiano e La Venta inizia negli Anni 90, appena dopo la fondazione dell’associazione; una collaborazione fatta di cammini condivisi e test prodotto: Ferrino offriva i suoi prodotti, tende e zaini, e i membri dell’associazione li collaudavano sul campo, caricando gli ultimi di corde, moschettoni e vettovaglie e trasportandoli lungo ripidi pendii, desolati altopiani e profonde gole.

Un rapporto da cui sono nati moltissimi spunti, anche e soprattutto per migliorare i prodotti grazie all’esperienza diretta: Giovanni Badino di La Venta indicava le criticità, Rosanna e Giorgio ne facevano tesoro, intervenendo dove possibile per migliorare i prodotti. E non solo, anche creando materiali appositi poiché non presenti sul mercato, analizzando problematiche e trovando soluzioni.

La messa apunto di Tolomea

Fu così che Ferrino, dopo una serie di prototipi e conseguenti test prodotto, nei primi anni 2000 mise a punto Tolomea. La Venta aveva avuto il privilegio di visitare, tra i primissimi, la Cueva de los Cristales di Naica, nello stato messicano di Chihuahua. Un ambiente paradisiaco per ciò che conteneva e infernale per le condizioni climatiche, 48° C e 100% di umidità, oltre 100° C di temperatura percepita.

Un ambiente estremamente ostile in cui era impossibile restarvi a lungo senza una protezione adeguata per poterlo studiare e documentare. Tolomea è dunque il punto di arrivo di studi, test, prototipi messi alla prova in forni di carrozzeria, saune, bagni turchi; una tuta studiata per proteggere il corpo dal calore e preservare i polmoni, che non necessita di alimentazione dall’esterno.

Più nello specifico si tratta di un sistema passivo di assorbimento del calore, finalizzato a permettere le operazioni in ambienti ad alta temperatura e altissima umidità, nei quali quindi i processi di smaltimento per evaporazione sono soppressi.

 “… là ‘ve la gelata
ruvidamente un’altra gente fascia”
Il sistema è stato denominato “Tolomea” in onore dell’omonima zona dell’Inferno, Canto XXXIII

Come funziona e come è strutturata

L’obiettivo è quello di far assorbire il calore da uno strato di ghiaccio che, fondendo, assorbe calore latente di fusione in ragione di circa 0.3 MJ/kg, sia a livello di vestiario che a livello di aria inspirata.

La tuta consiste di quattro strati che dall’esterno all’interno sono:

  1. strato impermeabile: per rendere minima e non penetrante la condensazione
  2. strato isolante: per ostacolare il passaggio di calore dal primo al terzo strato
  3. una tuta coperta a circa il 50 % della superficie da tubi di silicone pieni di ghiaccio
  4. strato isolante: per ridurre la perdita di calore dalla pelle verso il terzo strato.

Anche l’unità di respirazione Sinusit consiste in una riserva di ghiaccio che, a sua volta, raffredda una serpentina con scambiatore di calore. Essa da una parte è aperta verso l’ambiente e dall’altra ha una pompa in aspirazione che scarica l’aria raffreddata sul viso dell’operatore, in modo da abbassare la temperatura dell’aria inspirata e non danneggiare la pelle esposta, gli occhi.

I respiratori sono stati costruiti in casa La Venta, grazie alle grandi competenze di un socio in particolare, Cagiu, ma anche in questo caso Ferrino ha dato un contributo fondamentale: gli zaini dedicati per trasportarli.

Ph. © Ferrino – Francesco Lo Mastro – Paolo Petrignani – Giovanni Bandino