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La liscissima Eternit è una delle vie simbolo, forse la più iconica, delle Dolomiti feltrine. Da oggi, oltre a Manolo (Maurizio Zanolla), anche Alessandro Zeni può dire di averla chiusa.

L’arrampicatore, atleta del Centro sportivo dell’Esercito, sponsorizzato dal marchio fonzasino Karpos, da Grivel e da La Sportiva, ha lavorato duramente per raggiungere questo ambitissimo traguardo che ha proposto con il grado di 9a+ (Manolo aveva parlato, quando la liberò nel 2009, di un possibile 9a).  Inseguita per 11 anni (il primissimo tenativo nel 2010), la sua salita ha richiesto qualcosa come 23 tentativi.

Quando per la prima volta mi avvicinai a questo percorso era il 2010. Provai la via, sicuramente allora non avevo il livello per poterla salire in libera ma ricordo che nonostante tutto riuscii a fare i movimenti. Le belle sensazioni di quel tentativo mi spinsero a credere che prima o poi sarei riuscito a salirla. Dopo alcuni tentativi sparsi tra il 2011 e il 2013 un bel giorno uscì la notizia che Alessandro Lamberti era andato a provare la via e che l’aveva trovata modificata. Com’era possibile!? Inizialmente pensai fosse uno scherzo tanto che non ci feci molto caso. Arrivò il giorno di tornare su “Eternit” e come sempre l’eccitazione era alle stelle finché non sbattei il naso sulla cruda realtà. Improvvisamente quel sogno si ruppe così come il mio interesse nei confronti di questa via”.

Passano gli anni e nel frattempo nel 2014 Zeni entra a far parte della Sezione Militare di Alta Montagna del Centro Sportivo Esercito. La possibilità di dedicare tutto se stesso alla scalata e di avere a fianco dei compagni di squadra con la sua stessa passione, gli permette di migliorare molto. Ma ormai “Eternit” era stata accantonata.

“Finché non arrivò il 2020. Un anno a cui probabilmente nessuno di noi era preparato quando il covid piombò sulle nostre teste come una doccia fredda. D’un tratto tutti gli spostamenti erano limitati ad un raggio di 30 km e la cosa si fece molto limitante. Avevo bisogno di un obiettivo che fosse stimolante e che mi aiutasse a mantenere alto il mio livello di preparazione raggiunto fino a quel momento. Ma mi guardai attorno e mi resi subito conto che di progetti difficili vicino a casa non ne avevo molti. Non rimaneva che “Eternit”.

Il resto, lo sappiamo, è cronaca.