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“Avrei potuto scalare vie più impegnative, ma ho preferito fare un passo indietro. Ho voluto togliere tutto dal mio alpinismo e mettere al centro la montagna. Non è stata solo la ricerca di una performance, anzi era l’ultimo dei miei obiettivi. Era anche una ricerca delle mie origini, come guida e come alpinista. Sono andato alle radici dell’alpinismo e questo lo trovo bellissimo e importante. L’ho fatto in velocità, ma senza fretta, senza il cronometro. Il mio obiettivo era vivere l’avventura, non misurare il tempo. I leggendari pionieri ci hanno messo 20 anni per salire queste cime, a me, grazie al loro lavoro e alla loro genialità, è bastato un giorno”.

Peter Moser è un alpinista e una persona eccezionale. Scapigliato, selvaggio, spettinato. E un talento davvero raro che lo porta a far sembrare ogni cosa una passeggiata. Sebbene per capacità avrebbe potuto scalare le vie più difficili di ogni parete, questa volta Moser ha deciso di fare diversamente. Lo ha raccontato nel cortometraggio Pionieri, realizzato da AKU, che racconta la nuova avventura alpinistica di Peter Moser nelle Pale di San Martino con ai piedi Rock DFS GTX, che Peter Moser ha contribuito a progettare, ideale per muoversi velocemente sui sentieri ed estremamente precisa e confortevole durante tutte le sezioni di arrampicata. Qui il trailer:

 

Da dove parte l’avventura nelle Pale di San Martino? Ha inizio poco dopo la metà dell‘800, quando i primi viaggiatori inglesi rimasero colpiti dalla bellezza di questo gruppo dolomitico. Ebbe inizio la corsa alla loro conquista. La prima ad essere raggiunta, nel 1870, fu il Cimon della Pala (3184 m), definito da John Ball il Cervino delle Dolomiti. Poco dopo fu la volta del Sass Maor, della Pala di San Martino, della Cima Canali e prima che il secolo delle grandi rivoluzioni finisse tutte le principali cime delle Pale erano state raggiunte. A guidare quegli aristocratici alpinisti fin sulle cime, furono contadini e cacciatori del Primiero che, seppur spinti da interessi diversi, formarono delle cordate leggendarie che hanno fatto la storia dell’alpinismo.

Peter Moser il 10 agosto 2021 ha collegato sei delle principali cime delle Pale di San Martino (con un’appendice nelle Alpi Feltrine). Il suo sogno era ritornare per un giorno alle radici dell’alpinismo, sulle tracce dei pionieri dell’800 che 150 anni fa seppero guardare con occhi nuovi ai monti che avevano dinanzi.

LE CIME

Il 10 agosto 2021 Peter Moser è partito da San Martino di Castrozza e ha raggiunto in sequenza le seguenti cime:

Cimon della Pala (3184 m), salito per la prima volta nel 1870 da Edward Robson Whitwell, Christian Lauener con la guida Santo Siorpaes; Peter ha salito la via normale di sud-est.

Pala di San Martino (2982 m), salito per la prima volta nel 1878 da Julius Meurer, Alfredo Pallavicini, con le guide Michele Bettega, Arcangelo Dimai e Santo Siorpaes; Peter ha salito la via normale di nord-ovest.

Cima Canali (2900 m), salita nel 1879 da Charles Comyns Tucker con la guida Michele Bettega; Peter ha salito lo spigolo nord-ovest con l’attraversata delle creste.

Sass Maor (2812 m), salito nel 1875 da Henry Awdry Beachcroft, Charles Comyns Tucker, con le guide Francois Devoassoud e Giovanni Battista Della Santa; Peter ha salito la via normale di sud-est.

Sass d’Ortiga (2631 m), salito nel 1892 da Demeter Diamantidi e Peter Kotter con Giuseppe Zecchini; Peter ha salito lo spigolo ovest.

Piz de Sagrón (2486 m), salito nel 1877 da Cesare Tomè, Tommaso Da Col e la guida Mariano Bernardin “Gabiàn”; Peter ha salito il versante settentrionale e meridionale.