Si è svolto nella giornata di giovedì 28 ottobre a Montebelluna (e in diretta streaming), l’evento live con cui AKU ha presentato il raggiungimento di un traguardo molto importante: la  certificazione del calcolo sul carbonfootprint, che arriva dopo un lavoro di analisi e ricerca durato circa due anni e che ha coinvolto l’intera catena di approvvigionamento. A introdurre l’incontro è intervenuto l’ad Paolo Bordin, orgoglioso di “Condividere e celebrare un grande successo che è valso anni di lavoro e che si concretizza in un metodo per analizzare ogni singolo prodotto e valutarne l’impatto ambientale durante tutto il suo ciclo di vita”.

Concetto spiegato in maniera dettagliata anche dal Product & CSR Manager di AKU Giulio Piccin. Un passo avanti che consiste, nella pratica, nel calcolo del livello di emissioni di CO2 del prodotto e che permette all’azienda di attuare comportamenti virtuosi per ridurre in concreto tali emissioni e tendere alla neutralità climatica. Questo avverrà attraverso una serie di iniziative – le prime sono già in atto – che permetteranno di migliorare le prestazioni del ciclo produttivo in termini di emissioni. Una logica vincente, di cui AKU si fa capofila, e che in futuro dovrebbe guidare l’azione di tutti i soggetti industriali a cui sta a cuore l’emergenza ambientale.

Come per la Bellamont Plus, per la quale già esiste dal 2017 una Dichiarazione di Impatto Ambientale che garantisce la riduzione del livello di emissioni pari al 12%. E ancora il progetto Minima, calzatura concepita secondo la logica dell’economia circolare, premiata a ISPO 2020 con l’ISPO AWARD GOLD.

L’impegno per l’ambiente è al centro dell’attenzione di AKU da anni e viene perseguito anche attraverso il sostegno di iniziative di cui già ampiamente vi abbiamo parlato e che hanno trovato spazio anche agli ORBD di Riva del Garda organizzati dalla nostra rivista, ad esempio il progetto ICE MEMORY per la salvaguardia della memoria climatica contenuta nei ghiacciai alpini.

Siamo impegnati internamente nel rivedere i nostri livelli di consumo della materia prima energia ad esempio” spiega ancora Piccin, “intervenendo sull’efficienza degli impianti, come nel caso delle fonti luminose tradizionali, oggi interamente sostituite da corpi illuminanti a LED di ultima generazione che hanno permesso di ridurre i consumi e le relative emissioni di oltre il 70% rispetto al normale fabbisogno aziendale”.

 Significativo anche l’intervento di Vittorio Forato, marketing manager AKU, il quale ha sottolineato che l’impegno non si ferma sul piano del design, della ricerca e dello sviluppo di prodotto. “Sono in via di definizione un sempre maggior numero di prese di posizione su questo tema da parte di insegne indipendenti, che talvolta si aggregano in forma di alleanza, per stabilire vere e proprie regole di accesso al mercato dell’outdoor in funzione di un reale e comprovato impegno ambientale da parte dell’industria”.

Sul numero 12 di Outdoor Magazine troverete un ampio servizio con il quale approfondiremo l’argomento.