Tenutasi lo scorso 1-2 ottobre, la Dolomiti Rescue Race è una manifestazione nazionale e internazionale riservata ai componenti dei mountain rescue team di tutto il mondo, con prove tecniche e di resistenza. Una gara a squadre, organizzata dalla stazione del soccorso alpino di Pieve di Cadore (BL), di quattro componenti ciascuna con materiale tecnico individuale e di gruppo che si è tenuta sulle pendici del Monte Antelao, con il Gruppo delle Marmarole e gli Spalti di Toro a fare da cornice.

La Dolomiti Rescue Race è nata per favorire l’incontro e il confronto del Soccorso Alpino e speleologico italiano e mondiale, in un contesto differente da quello operativo d’intervento o addestramento. Non solo quindi un evento meramente sportivo, ma l’occasione per condividere con le proprie famiglie e amici una giornata di spensieratezza.

Oltre a squadre in arrivo da tutta Italia, quest’anno hanno preso parte anche componenti dei mountain rescue team di Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovenia e Gran Bretagna.

Questi gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa: Montura, Enervit Sport, MaxCatering, Liquigas, Ottica Demenego, TuttoSport Longarone.

Itinerario

La partenza è stata fissata a Praciadelan, nel comune di Calalzo di Cadore, con dislivello positivo di 1.230 metri di cui 250 metri di cresta rocciosa esposta, ma idoneamente attrezzata. La discesa è stata effettuata con calata in corda doppia di 30 metri fino al sentiero che, con dislivello negativo di 1.100 metri, conduce al fondo valle, lungo il percorso varie prove tecniche di soccorso. Prima dell’arrivo nella centralissima piazza Tiziano a Pieve di Cadore, ogni squadra doveva però assemblare la propria barella e tagliare il traguardo trasportandola.

Dichiarazioni

Siamo consapevoli dello sforzo quotidiano che gli uomini del Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) sono chiamati a sostenere. Per questo desideriamo supportarli nella loro attività con i nostri prodotti e la nostra esperienza pluriennale maturata sul campo, perché sappiamo quanta energia e concentrazione servono durante gli interventi, ha dichiarato il presidente Enervit Alberto Sorbini. “La Dolomiti Rescue Race è una bellissima iniziativa, un evento unico nel suo genere, che raduna non solo gli addetti ai soccorsi che spesso operano in contesti impervi, ma rappresenta un’occasione di ritrovo per tutti gli appassionati, confronto e conoscenza di questo prezioso ambiente”.

“Montura è da 20 anni a fianco del Cnsas per contribuire alla preziosa attività dei soccorritori, professionisti della montagna e dell’azione, dalle forniture alle delegazioni regionali di prodotti studiati appositamente dalla divisione aziendale Workframe fino alle attività culturali e sociali. È del tutto naturale continuare in questa direzione sostenendo l’unica manifestazione internazionale riservata ai membri del soccorso alpino, giunta alla 10ª edizione grazie al grande lavoro del Cnsas di Pieve di Cadore, che richiama squadre di soccorritori da tutto il mondo”. Questo il commento di Montura.

Consigli nutrizionali

Elena Casiraghi, esperta in nutrizione e integrazione sportiva di Equipe Enervit, ha rilasciato alcuni consigli nutrizionali validi non solo per la gara ma anche per attività e uscite di tutti i giorni.

“Che si tratti di sfida o evento raduno, poca è la differenza. Ciò che conta infatti è assicurarsi la giusta energia in un’attività sportiva e lavorativa, dove la parola sicurezza è al centro della riuscita di ogni operazione. Non solo il corpo ma anche la mente necessita del corretto apporto di energia. Essa infatti utilizza come unico substrato energetico il glucosio, in altre parole la forma più semplice dello zucchero. E la richiesta di tale sostanza è aumentata in situazioni di freddo ed emergenza. Come appunto quelle che quotidianamente si trovano ad affrontare gli operatori del soccorso alpino, dagli interventi più semplici a quelli più impegnativi.

Serve quindi curare ogni minimo dettaglio, dal materiale all’integrazione energetica. Se l’uscita prevede diverse ore è necessario consumare sin dall’inizio barrette energetiche, sfruttando i momenti maggiormente distensivi come gli spostamenti in elicottero o su altro mezzo oppure sulle pelli. Nei momenti invece di maggior impegno, concentrazione e stress il supporto dev’essere fornito da sport gel o isotonic gel: i primi sono concentrati, mentre i secondi già diluiti in acqua. Entrambi forniscono molta energia in poco volume e sono pratici da portare con sé e consumare in ogni momento.

Come nelle discipline di endurance, anche in questo caso, è necessario non attendere il momento del bisogno ma anticiparlo, assumendo almeno ogni ora di sforzo un integratore energetico a base di carboidrati per favorire la disponibilità di energia, ridurre la fatica muscolare e incrementare la lucidità mentale.

Anche l’idratazione, però, vuole la sua parte. Essa non può essere trascurata, pena una riduzione delle capacità cognitive, come per esempio quelle decisionali o di problem solving, e un aumento della percezione dello sforzo. Anche a basse temperature, quindi, è necessario idratarsi. Il consiglio è di assumere miscele isotoniche a base di sali minerali, disponibili in pratiche bustine monouso facilmente trasportabili, da diluire in acqua.

Terminato l’intervento di soccorso non è ancora tempo di perdere l’attenzione: per preparare al meglio il proprio organismo al successivo impegno è indispensabile curare la prima ora che segue lo sforzo fisico. Questa, infatti, è la finestra di tempo più efficace per iniziare a recuperare le riserve di energia e riparare gli stress muscolari. È indispensabile sfruttarla in particolare quando gli impegni, come appunto gli interventi di soccorso, si susseguono tra loro, a volte con poco tempo di recupero. A seconda delle esigenze personali si può consumare una protein bar oppure una miscela in polvere recovery da diluire in acqua a base di maltodestrine, aminoacidi, minerali e vitamine antiossidanti”.

(Credits photo © Luca Tondat)