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La Val di Fiemme come laboratorio italiano di benessere circolare. Così è apparso il territorio trentino in occasione della prima edizione del “Dolomites Well-being Summit”. Venerdì 17 settembre corpo, mente, ambiente, comunità ed economia hanno fatto sistema per parlare all’unisono di stare bene.

La location si è dimostrata perfetta per l’occasione rappresentando un luogo dove il benessere è diffuso nel tempo e nello spazio. Per questo motivo, il summit è stato organizzato dalle quattro aziende di riferimento della valle, Starpool, La Sportiva, Pastificio Felicetti e Fiemme Tremila, con il sostegno dell’Apt Val di Fiemme, e ha coinvolto negli spazi di Casa Starpool istituzioni ed esperti di settore.

Il tema che ha accompagnato i diversi interventi della giornata è stato quello del ritmo circadiano, che si basa sulla corretta alternanza di sonno e veglia fondamentale per il funzionamento dell’organismo. Da qui il concetto di benessere olistico, che interpreta un riallineamento dell’organismo in cinque aree fondamentali, cinque pilastri identificati dal World Wellness Weekend come quelli necessari a una vita sana, che rappresentano anche i cinque ambiti economici e di impresa in cui il territorio della Val di Fiemme eccelle da decenni:

  1. senso della vita e solidarietà
  2. serenità e consapevolezza
  3. vitalità e movimento
  4. alimentazione ed equilibrio
  5. sonno e recupero.

Cinque pilastri per cinque aziende

Serenità e consapevolezza sono la chiave della testimonianza del dottor Vincenzo Primitivo, medico chirurgo, specializzato in medicina integrata, referente scientifico per l’Italia dell’Istituto Internazionale Peter Mandel per la formazione in fotobiomodulazione cromatica, relatore scelto da Starpool con cui sta sviluppando un progetto dedicato al benessere e alla prevenzione all’interno delle aziende.

Sonno e recupero. All’architetto Leopoldo Busa, fondatore di Biosafe – società specializzata in certificazione di salubrità degli ambienti chiusi – il compito di sottolineare la rilevanza e l’impatto dell’inquinamento indoor sulla vita di ogni giorno, quindi anche sul corretto riposo. Fondamentale l’importanza di realizzare ambienti salubri: Fiemme Tremila, azienda da 30 anni specializzata in pavimenti e arredamenti in legno biocompatibili usa legni capaci di migliorare la qualità dell’aria negli ambienti interni.

Alimentazione ed equilibrio sono affidati all’esperienza di Alessandro Gilmozzi, chef stellato che elabora le proprie ricette attraverso la natura autoctona, con prodotti del bosco. In Val di Fiemme si trova una delle industrie più “quotata” di tutta Europa, il Pastificio Felicetti.

A parlare di Senso della vita e solidarietà è lo scario della Magnifica Comunità di Fiemme, Renzo Daprà.

L’intervento di La Sportiva

Vitalità e movimento sono al centro dell’intervento di Simone Moro, celebre alpinista, scrittore e aviatore, che trascina il pubblico in un vivace racconto di come il movimento sia un modo per essere protagonisti della propria quotidianità. Proprio Moro è il relatore scelto da La Sportiva, azienda che contiene al minimo l’impatto ambientale dei propri prodotti realizzati tra le Dolomiti di Fiemme. La collaborazione tra l’atleta e l’azienda dura da decenni: Moro ha incrociato i destini di tre delle quattro generazioni che si sono succedute alla guida del marchio, tra cui l’attuale patron, Lorenzo Delladio.

“La Sportiva entra al 100% nel pilastro della vitalità e moviemento”, ha dichiarato. “La nostra azienda produce e concepisce tutti i suoi prodotti in val di Fiemme dal 1928, quindi tra le Dolomiti. Un ambiente di montagna che è di base una comunità molto coesa e forte, che ci fa sentire appartenenti a un territorio verso cui abbiamo un approccio di giving back. Questo soprattutto attraverso le politiche di sostenibilità che abbiamo in atto. Inoltre rappresenta un ambiente perfetto per muoversi all’aria aperta, con prodotti pensati anche per utilizzatori che si avvicinano alla montagna per stare bene e respirare aria pulita a contatto con la natura”.

“L’idea alla base del summit è stata quella, insieme ad altre aziende del territorio, di fare impresa per il benessere delle persone legandolo alla territorialità della Val di Fiemme. Ogni azienda ha dato spazio a un proprio relatore. Ci viene chiesto come si lavora fuori dai distretti industriali: non siamo a Montebelluna, siamo delocalizzati e in mezzo alle montagne. Uno dei motivi per cui siamo qua, oltre a difendere un know-how legato alla tradizione artigiana dell’azienda, è la possibilità di interagire con il territorio tutti i giorni, per lasciarsi ispirare e testare dei prodotti che sono fatti per l’outdoor e la montagna“.

“Questa è una valle che mette al centro la persona, così come tutte le aziende che lavorano qui. Con i suoi 412 dipendenti è facile che ogni persona abbia un parente o un conoscente che lavori in La Sportiva e sviluppa un senso di comunità e senso di territorialità molto sentiti. Fare industria a 1.000 metri di quota non è banale, prevede una serie di costi e di problemi di logistica che vanno affrontati nel rispetto del territorio, ma fare industria in questa valle senza sostenibilità sarebbe davvero qualcosa di impensabile”.