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“Il mio sogno fin da piccolo non era vincere Olimpiadi o Mondiali, ma vincere il Rock Master!”

Ci suonano ancora nelle orecchie le parole di Adam Ondra, tra gli atleti più forti e “venerati” dal mondo dell’arrampicata. Lui che si è imposto e ha vinto, per la sesta volta (non consecutiva) Rock Master e che quest’anno ha anche preso parte al debutto olimpico dello sport climbing. Uno così che, tra una gara e un 9c, ci mette dentro anche Rock Master, che per lui è la gara delle gare. Perché Rock Master è sogno, è leggenda, è la storia stessa dell’arrampicata. Perché proprio da qui, fin dal 1985, sono passati tutti i più forti. Hanno gareggiato, hanno tracciato, alcuni ancora tracciano le pareti su cui si volgono le sfide. E quest’anno la grandezza di Rock Master è stata sotto agli occhi di tutti. Anche di quelli che magari hanno visto, per la prima volta, l’arrampicata alle Olimpiadi.

Quest’anno Rock Master è stato un successo, anche mediatico.

“È stata un’edizione molto particolare”, ha detto Stefano Tamburini, presidente del comitato organizzatore. “In primis vorrei ringraziare tutti coloro che si sono prodigati e spesi per la realizzazione e per dare lustro all’evento, gli sponsor, le istituzioni, i nostri volontari. È stata un’edizione abbastanza difficile dopo un anno di stop e non sapevamo neppure noi bene cosa fare e con che modalità; forse questa formula un po’ più snella e dinamica rispetto alle altre edizioni ci ha dato ragione, visto anche i risultati dell’audience televisiva. Rock Master non è solo una gara a sé stante ma è l’emblema dell’arrampicata in Italia e in Europa, è una manifestazione che dura da più di 30 anni, è un evento che tiene al passato ma che si proietta al futuro”.

Ma lasciamo che siano i numeri a parlare. Il 34° Rock Master ha avuto ottimi e significativi risultati mediatici, una visibilità sicuramente amplificata dalla diretta che ha assicurato RAI Sport per oltre due ore, con telecronaca di Gianfranco Benincasa e col supporto tecnico di Luca “Canon” Zardini. Ma non ci sono solo i numeri della diretta a promuovere mediaticamente l’evento, bensì anche i tanti servizi nei tg sportivi italiani e internazionali. Oltre 700.000 contatti solo per il “live”, poi non si contano quelli dei tg, numeri che si moltiplicano in maniera significativa. Recensiti due servizi sul TG Sport di RAI 2, che ovviamente hanno numeri di ascoltatori considerevoli, servizi su TG RAI Regione il 26, 27 e 28 agosto, servizi sui tg delle emittenti locali e nazionali.

Dati importanti anche dallo streaming video, immagini che continuano a essere visionate anche dopo settimane.

Lo streaming, a oggi, è a oltre 130.000 visualizzazioni sul canale ufficiale YouTube di Rock Master, a più di 100.000 visualizzazioni quelle del Duello postato da Adam Ondra, ma sono solo alcune delle cifre rilevanti. Anche RAI Sport ha trasmesso in streaming l’evento, con le stesse immagini della diretta.

Successo anche dei social e del sito www.rockmasterfestival.com. Grande il riscontro del web e della carta stampata. Insomma il Rock Master è una potente macchina promozionale per il Garda Trentino.

Per il 2022 gli organizzatori stanno lavorando a una nuova formula, ma tutte le bocche sono cucite, nessuno si è lasciato ancora scappare un’indiscrezione. L’impressione è che tra un anno esatto si sarà qui a commentare dati ancora più alti. Di certo Rock Master è sempre stato una fucina di idee e di progetti: la “premiata officina arcense” potrebbe ancora una volta disegnare il futuro dell’arrampicata.

Tatiana Bertera

(Credits photo © Giacomo Tonoli)