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L’Università degli Studi della Tuscia apre un nuovo corso di formazione chiamato “Scienze della Montagna“, con lo scopo di formare una nuova generazione di esperti.

Il dissesto idrogeologico, l’aridità, la perdita di biodiversità, gli incendi e la distruzione delle foreste, i danni all’agricoltura: sono tutti gli effetti del cambiamento climatico, oltre al fatto che lo sfruttamento del suolo montano è ormai sotto gli occhi di tutti.

In aggiunta anche la pandemia ancora in atto, che secondo alcuni ricercatori potrebbe rappresentare soltanto la prima di una serie, amplifica tali problemi impattando pesantemente sul mondo del lavoro e sull’occupazione, colpendo in particolare il settore turistico, una delle poche industrie delle aree montane.

Monte Terminillo (Credits photo © Tatiana Marras)

Per tutelare questo ambiente e la loro economia, l’Università degli Studi della Tuscia ha ritenuto opportuno ridisegnare in modo significativo l’offerta formativa di Scienze della Montagna (Dipartimento DAFNE), unico corso di laurea italiano con tale denominazione dedicato alla gestione dei territori montani e delle loro risorse, con particolare riferimento alla montagna appenninica e mediterranea.

Si tratta di un corso triennale innovativo, istituito nel 2015 a Rieti, nel cuore dell’Italia e dell’Appennino, con l’intento di ampliare la formazione universitaria classica del laureato in Scienze Agrarie e Forestali verso nuove direzioni di valorizzazione dell’ambiente montano in termini naturalistici, economici, di promozione turistica e di crescita imprenditoriale.

A settembre si torna in aula

Il nuovo corso di laurea accoglierà i suoi studenti già a partire dal primo semestre dell’anno accademico 2021/22, in procinto di cominciare. Sono già state confermate le lezioni in presenza e la contemporanea trasmissione in diretta streaming di tutte le lezioni attraverso la piattaforma informatica dell’ateneo.

Le attrezzature multimediali di cui si è dotata l’Università della Tuscia lo scorso anno consentiranno una didattica digitalmente aumentata: gli studenti potranno seguire le lezioni in presenza o a distanza, con la possibilità di interagire con il docente e gli altri studenti presenti in aula o collegati da remoto.

Uno sguardo al futuro: in arrivo una laurea magistrale

Per completare la filiera formativa di Scienze della Montagna, dal prossimo anno accademico 2022/23 è prevista l’attivazione, sempre a Rieti, della prima laurea magistrale finalizzata a offrire ai laureati di primo livello la possibilità di continuare la propria specializzazione.

Il percorso magistrale, che si chiamerà “Gestione digitale dell’agricoltura e dell’ambiente montano” e pronto al via, si prospetta particolarmente innovativo in quanto è stato progettato per affrontare le sfide poste dall’attuale transizione culturale e tecnologica e, ancora una volta, con carattere di unicità nel panorama nazionale.

Escursione sul Pollino

Il corso interclasse è articolato su due curricula, tra cui lo studente sarà chiamato a scegliere al momento dell’iscrizione:

  • Gestione digitale dell’ambiente montano;
  • Agricoltura digitale.

Il curriculum in “Gestione digitale dell’agricoltura e dell’ambiente montano” prevede nello specifico insegnamenti che, pur avendo connotati d’avanguardia in termini applicativi (es. gestione digitale delle risorse idriche, gestione digitale del turismo, ecc.), rappresentano la naturale prosecuzione degli insegnamenti di base impartiti nel corso di laurea di primo livello.

(Credits photo © Tatiana Marras)