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Manuel Merillas ha ottenuto un record FKT di 6h35’32” su un percorso andata-ritorno che, da Courmayeur, lo ha condotto alla cima del Monte Bianco. Ai suoi piedi un prototipo di una nuova calzatura da trail running firmata SCARPA, che verrà lanciata per la stagione SS 22.

Proprio grazie a un alleato di altissimo valore tecnico, Manuel è riuscito a imporre un nuovo limite su un tracciato complicato visto che, con i suoi 4.809 metri di altezza, la vetta del Monte Bianco è la più alta delle Alpi, d’Italia e di Francia.

“Non ho parole per descrivere quello che sto provando in questo momento. È da tutta la vita che vivo tra i monti e raggiungere anche questo grande risultato mi rende estremamente orgoglioso della strada che sto percorrendo. Dopo aver raggiunto il record di salita e discesa su monti come il Peña Santa, il Teide e il Posets, per me è stato inevitabilmente tentare la salita verso le cime del Monte Bianco. Già dalla partenza alle quattro di questa mattina sentivo che qualcosa di magico sarebbe successo e SCARPA ha contribuito a realizzare questo sogno”, ha dichiarato Merillas dopo la grande impresa.

In aiuto è arrivato anche la guida alpina e atleta SCARPA Denis Trento che ha supportato lo spagnolo nella salita sul ghiacciaio: l’ascesa in cordata ha infatti garantito all’atleta un supporto fondamentale, rappresentando un monito per tutti coloro che intendono raggiungere un record, ricordando l’importanza di svolgere attività sempre in sicurezza.

Le parole di Marco De Gasperi, detentore del record precedente di salita e discesa Courmayeur-Monte Bianco e brand manager della categoria trail running di SCARPA, esprimono non solo la grande soddisfazione per il record raggiunto, ma anche l’emozione per un amico che ha realizzato il suo sogno.

“So benissimo cosa prova e cosa pensa un atleta quando deve affrontare prove di questo genere. Per questo sono voluto essere con Manuel in tutto e per tutto, sentivo di dovergli dare un supporto per quello che conoscevo di quel percorso e di quella montagna. Ho chiaramente perso un qualcosa che prima mi apparteneva, ma ora c’è la felicità di vedere realizzato il desiderio di un amico, prima che di un atleta”.