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Molto spesso affrontiamo il tema della sicurezza con l’obiettivo di sensibilizzare ogni praticante di sport outdoor sull’importanza della gestione del rischio. Neofiti o sportivi consolidati che frequentano la montagna si muovono in un terreno insidioso. È necessario renderli sempre più consapevoli anche rispetto all’attrezzatura da utilizzare. Garmin negli ultimi anni si è fatta sempre più promotrice di questa tematica, soprattutto in ambito sportivo, e con la nuova tecnologia inReach ha fatto un passo avanti davvero importante.

Per questo motivo su Outdoor Magazine è nata la rubrica “Sicurezza by Garmin inReach”, che coinvolge esperti di varie discipline impegnati nel trasmettere conoscenza ed esperienza rispetto al tema.

La tecnologia

Gli strumenti satellitari portatili Garmin che integrano la tecnologia inReach garantiscono una copertura globale, appoggiandosi alla costellazione satellitare Iridium. Consentono l’invio e la ricezione di messaggi e soprattutto la richiesta di SOS in qualsiasi parte del mondo, anche quando il proprio smartphone non ha copertura di rete telefonica. In questo modo è possibile ricevere velocemente assistenza e quindi soccorso: il segnale SOS geolocalizzato viene ricevuto ed elaborato dal centro di emergenza Garmin IERCC (acronimo di Garmin International Emergency Response Coordination Center), attivo a livello globale 24 ore su 24.

Gli strumenti Garmin che integrano tecnologia inReach sono: inReach Mini, inReach Explorer+, inReach SE+, GPSMAP 66i, Montana 700i e Montana 750i e GPSMAP 86i.

Matteo Zanga

Fotografo e video maker di spedizioni alpinistiche ed esplorative, Matteo è accompagnatore di media montagna iscritto al Collegio Regionale delle Guide alpine della Lombardia e all’Associazione Italiana Mountain Leaders. È inoltre Guida del Parco delle Orobie Valtellinesi e tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico.

Cosa si intende per “sicurezza” nel mondo dell’outdoor e, in particolare, nelle attività svolte da chi è autorizzato ad accompagnare persone in montagna?

La sicurezza assoluta purtroppo non esiste, ma noi professionisti siamo addestrati e abituati a porre in essere una serie di procedure e comportamenti che prendono il nome di “mitigazione del rischio”. Significa che monitoriamo attentamente ogni elemento utile a scongiurare qualsivoglia incidente. Questo comprende – fra le altre cose – l’attenta pianificazione del viaggio, il controllo costante delle condizioni ambientali e alcune valutazioni sulle persone che portiamo con noi.

Ci sono molti neofiti che si sono approcciati agli sport outdoor. Qualcuno preparato a livello fisico ma non del tutto sul tema sicurezza. Cosa pensi a riguardo?

Soprattutto con le chiusure degli ultimi periodi, abbiamo assistito a orde di “nuovi appassionati” di montagna, un luogo tanto bello quanto insidioso: quando ci si rende conto di non essere adeguatamente preparati è sempre troppo tardi. Come le persone che vogliono approcciarsi al mondo dello sci possono fare riferimento ai maestri, chi vuole iniziare a conoscere la montagna può rivolgersi agli accompagnatori di media montagna o alle Guide alpine, anche solo per acquisire i minimi concetti di sicurezza.

Cosa ne pensi della tecnologia inReach? Quanto può essere utile nel “tuo mondo”? Perché la consiglieresti?

Per un professionista che opera in montagna è uno strumento imprescindibile. Ricordo anche che il Codice Deontologico del Collegio delle Guide Alpine obbliga espressamente la guida a dotarsi dei sistemi all’avanguardia per la gestione della sicurezza, fra i quali inReach rientra appieno.

François Cazzanelli

Alpinista e guida alpina, ha fatto parte della “Sezione Militare di Alta Montagna del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur”, della Nazionale Italiana di scialpinismo e attualmente continua a gareggiare nelle più importanti competizioni internazionali su lunga distanza. Dal 2012 è membro della storica e rinomata Società Guide del Cervino. Come alpinista, oltre a esperienze sulle montagne “di casa”, ha partecipato a 15 spedizioni extraeuropee dal Nepal alla Cina, dall’Alaska all’Antartide, fino alla Patagonia Argentina.

Cosa si intende per “sicurezza” nel mondo dell’alpinismo? Che confine c’è tra alzare l’asticella e tentare nuove imprese in sicurezza?

In montagna il rischio “zero” non esiste, e di questo sono consapevole io stesso ogni volta che studio una scalata oppure parto per un progetto. Occorre essere ben preparati, non solo a livello fisico, ma anche con il giusto equipaggiamento. Quello che faccio per cercare di gestire i rischi è valutare e pianificare tutto nei minimi dettagli fin dalla nascita dell’idea della spedizione, anche quando si tratta di qualcosa che sulla carta può sembrare senza pericoli. L’attenzione è fondamentale. Questo mi mette nelle condizioni di arrivare il più preparato possibile per affrontare ogni uscita in montagna.

Qual è l’attrezzatura necessaria per garantire il massimo livello di sicurezza nella tua attività di alpinista? Cosa utilizzi nello specifico?

In qualità di guida alpina l’attrezzatura che scelgo è un aspetto fondamentale. Prima di partire studio il percorso che andrò ad affrontare e in base a questo decido quale tipo di abbigliamento, scarpe, zaino e altri accessori portare con me. La montagna è un ambiente tanto affascinante quanto mutevole, ragion per cui occorre essere sempre ben attrezzati. L’evoluzione tecnologica negli ultimi anni ha contribuito a mettere a disposizione prodotti sempre più all’avanguardia e funzionali, dai capi da indossare, a tende e sacchi a pelo, fino a corde e moschettoni. Senza dimenticare ovviamente tutto quello che concerne la strumentazione gps, fondamentale quando si affrontano determinate esperienze.

Cosa ne pensi della tecnologia inReach? Quanto può essere utile nel “tuo mondo”? Perchè lo consiglieresti?

Da quando è uscita questa tecnologia non vado più in montagna senza il mio inReach Mini. Anche nelle nostre Alpi, le nostre montagne “di casa” al contrario di quanto si possa pensare, ci sono parecchie zone dove non c’è copertura GSM: ti trovi lì, dove né il telefono né la radio possono comunicare. In una quotidianità frenetica come quella che spesso ci troviamo a vivere potrebbe essere anche piacevole, ma quando ci si trova in situazioni di necessità la tecnologia inReach è il nostro miglior alleato. Fortunatamente non ho mai avuto necessità di lanciare un segnale di emergenza, ma come dicevo, la tecnologia inReach è ormai la mia prima compagna d’avventura, per mettere al sicuro me, ma ancora prima le persone che accompagno e con cui condivido questa grande passione.