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“Nuove distanze ci riavvicineranno”, cantava Zucchero ‘Sugar’ Fornaciari in “Diamante”, uno dei suoi pezzi più belli ed evocativi. Scritto nel 1989 insieme a un certo Francesco De Gregori, tradotto poi in varie lingue e divenuto famoso in tutto il mondo. Una canzone che evoca un viaggio nel tempo, attraverso immagini e suggestioni di una campagna che rinasce con la fine della guerra. Con le cautele del caso e senza voler paragonare la pandemia a un conflitto mondiale come più volte – erroneamente – è stato fatto, ci piaceva però dedicare questo editoriale proprio a due concetti evocati nel brano. Il primo appunto è quello della ripartenza.

A partire dalla primavera si è iniziata a percepire in modo sempre più forte una reale sensazione di ripresa e una grande voglia di tornare a fare tutto ciò che si faceva prima del Covid-19. Magari con più consapevolezza e la (ri)scoperta di valori e attività che prima non si conoscevano o che erano secondari. Tra questi ci sono proprio le nostre amate attività outdoor e in generale la voglia di riconnessione con la natura.

L’altro elemento che ci piaceva riprendere, tanto da averlo richiamato anche nel titolo, è quello della distanza. Un termine familiare a tutti gli appassionati del nostro mondo e quasi sempre collegato alla pratica di una qualunque disciplina all’aria aperta che – se ci pensiamo – ci porta in effetti da un punto a un altro. Possano essere i pochi metri di una via di arrampicata in falesia o le centinaia di chilometri di un’ultra trail, passando per le tante variabili del camminare, delle quali abbiamo ampiamente parlato nello speciale trekking allegato allo scorso numero.

Proprio il concetto di distanza si ripropone più volte anche nei contenuti della prima puntata della nostra sempre attesissima Preview SS 2022, allegata al numero 6 di Outdoor Magazine. Come ci hanno confermato le aziende, tramite le esclusive interviste che vi proponiamo, le direttrici nello sviluppo delle nuove collezioni sono essenzialmente tre: prodotti più tecnici e performanti, dedicati a coloro i quali – per l’appunto – vogliono migliorare le proprie prestazioni e “allungare le distanze”. Ecco quindi materiali e scarpe (soprattutto) adatte ad affrontare anche le avventure e le ultra più impegnative.

All’opposto, c’è stato un sensibile incremento di prodotti “facili” e accessibili. Rivolti ai (tanti) neofiti che sono arrivati o ancora arriveranno nel nostro settore e in quelli a esso sempre più connessi (leggi alla voce bici e running, tra gli altri). La terza direttrice, minimo comun denominatore di molte collezioni, è quella della sostenibilità, con materiali e soluzioni sempre più eco. Per scelta sincera o per necessità. Ma la direzione è chiara e nessuno può ormai rimanere indifferente al tema.

Dopo questa piccola escursione tra gli argomenti “caldi” con vista sul 2022 e relative novità, torniamo per un attimo da dove eravamo partiti, vale a dire alla musica. Abbiamo partecipato il 26-27 giugno al primo Green Weekend promosso da Courmayeur. Una bella iniziativa, con numerose attività sportive, ricreative e gastronomiche per appassionati e famiglie. Durante la quale le bellissime Valli Veny e Ferret sono state rese accessibili unicamente a piedi, in bici (elettriche e muscolari) o con le navette ufficiali predisposte dall’organizzazione. Nel programma anche un appuntamento della rassegna Musicastelle, con il concerto del rapper e cantautore Carl Brave. Il tutto in uno scenario stupendo, con un ampio anfiteatro naturale e le vette delle montagne a fare da quinta. Risultato: grande partecipazione di un pubblico davvero trasversale e variegato. Felice di tornare a condividere un momento semplice, come cantare insieme una canzone, con il valore aggiunto di farlo immersi nella natura incontaminata.

Perché suonare, così come lavorare o fare sport, sarà pure più facile e comodo all’interno di spazi urbani con l’aria condizionata (palazzetti, uffici, palestre). E portarsi la propria “attrezzatura”, qualunque essa sia, a oltre 2.000 metri sotto il sole e con la variabile vento e pioggia in agguato, è senz’altro più sfidante. Ma vuoi mettere poi la soddisfazione e il sorriso stampato sulle labbra…

Benedetto Sironi – Editoriale Outdoor Magazine n° 06/2021