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Anche l’alpinista Hervé Barmasse sarà ai nastri di partenza della Maratona dles Dolomites il prossimo 4 luglio con il team Audi, mobility partner della manifestazione. Pedaleranno con il valdostano sulle strade delle Dolomiti gli altri tre talent della casa dei quattro anelli: il campione di sci Kristian Ghedina, l’istruttrice di pilates e olistic health coach Johanna Maggy e il content creator e music producer Tudor Laurini, in arte Klaus.

La manifestazione, giunta alla 34esima edizione, si svolgerà anche quest’anno su tre percorsi di lunghezza e dislivello differenti che affronteranno alcuni dei passi che hanno fatto la storia del ciclismo, come il Pordoi, il Falzarego e il Giau. Il tema scelto per questa edizione è “Ert”, in ladino arte. Proprio attraverso l’arte di pedalare si ha un esempio concreto di sostenibilità in montagna, e sempre attraverso le molteplici forme di arte si può sognare un futuro che possa preservare i territori di montagna trovando un equilibrio tra uomo e natura, economia e rispetto del territorio. Prospettive quest’ultime in comune con i valori e l’etica di Hervé, che applica sia quando scala le montagne che in tv e sui canali social nel divulgare la bellezza e la fragilità delle terre alte del nostro pianeta.

Inoltre, la bicicletta su strada è diventata uno degli strumenti che Barmasse utilizza per preparare al meglio le spedizioni in alta quota e le sfide più importanti, grazie a un percorso di allenamento e nutrizione messo a punto con Elena Casiraghi di Enervit.

“Nell’alpinismo sono diverse le capacità sportive dal punto di vista condizionale che concorrono al raggiungimento di una vetta. Se l’allenamento specifico sul campo ovvero in montagna è insostituibile, almeno due capacità sono allenabili anche attraverso l’utilizzo della bicicletta da strada, ha dichiarato Elena Casiraghi. “Mi riferisco per esempio alla capacità aerobica di base e alla forza degli arti inferiori. Per questo motivo Hervé ha iniziato a utilizzare una bici da strada e altresì nel periodo invernale i rulli smart. Tra l’altro la bici ha portato con sé un’altra opportunità: quella di allenare il Nutrition System, o meglio, la strategia d’integrazione utile poi alla pratica in alta quota. L’intestino infatti è un organo altamente adattabile, al pari dei muscoli scheletrici. Proprio per questo motivo la scienza ha mostrato quanto sia importante allenare la propria strategia, oltre che personalizzarla partendo da linee guida scientifiche”.

Per i suoi allenamenti e per la gara Hervé utilizzerà una Rf8 PITON, brand con il quale collabora da oltre un anno e che unisce tradizione e alta tecnologia per raggiungere la massima performance. Per il monitoraggio della prestazione, la bicicletta sarà dotata di strumentazione Garmin: Edge830, il Ciclo Computer e Varia Radar per la sicurezza in strada.

“Negli ultimi anni ho iniziato a pedalare per preparare al meglio le spedizioni in Himalaya e devo dire che ho trovato subito grandi benefici. La bici unita alla corsa, all’arrampicata e al nuoto, in una preparazione sperimentale studiata per l’alpinismo, mi ha portato a migliorare costantemente e di conseguenza a pormi obiettivi importanti per il futuro a breve e lungo termine. Invece partecipare alla Maratona dles Dolomites sarà innanzitutto una challenge con me stesso, anche perché quest’anno, con meno di 1.000 km nelle gambe, uscirò decisamente dalla mia zona di comfort, soffrirò e sarà una bella sfida anche solo portarla a termine.  E poi in questa sfida non sarò solo. Gli amici del team Audi, Johanna Maggy, Kristian Ghedina e Tudor Laurini condivideranno l’esperienza con me. Sicuramente ci divertiremo”, ha commentato Barmasse.