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Karpos rinnova ulteriormente la sua partnership con il progetto internazionale Ice Memory per i prossimi tre anni, supportando ancora di più l’iniziativa in funzione dei nuovi programmi di carotaggio (come quello che nei prossimi giorni prenderà il via sul monte Rosa, sul Colle Gnifetti).

I campioni prelevati verranno trasferiti in Antartide dove, presso la base italo-francese di Concordia, situata al centro del plateau antartico a più di 3.200 metri di altitudine, saranno conservati in un santuario alla temperatura media annuale di -54,5°C.

Riconosciuto e patrocinato dalle commissioni nazionali UNESCO di Francia e Italia, Ice Memory ha come obiettivo la perforazione dei più significativi ghiacciai montani a livello mondiale, che attualmente sono a rischio scomparsa a causa del riscaldamento globale. Le aree montane del nostro pianeta sono infatti particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici e, al ritmo attuale, gli scienziati prevedono la totale scomparsa di gran parte dei ghiacciai delle Alpi al di sotto dei 3.600 metri entro il 2100.

Il progetto

Lo studio delle carote di ghiaccio è fondamentale dato che permette di comprendere meglio il clima e l’ambiente, fornisce dati fondamentali sul contesto fisico globale e dà indicazioni importanti sulla necessità di monitorare e mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Visto che ogni strato di ghiaccio contiene le informazioni sulle condizioni climatiche e ambientali nel momento in cui la neve si è depositata, è possibile studiare sia i processi atmosferici che le relative conseguenze. Oltre alle ben note conseguenze in termini di risorse idrica, ambiente ed ecosistemi alpini, la fusione di un ghiacciaio comporta quindi la perdita di preziose informazioni sul clima e sull’ambiente del passato.

Proprio dalla necessità di non sprecarle è nato il progetto Ice Memory, che in Italia è guidato dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’Università Ca’ Foscari Venezia, assieme al Progetto Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). A livello internazionale, invece, coinvolge la Fondation Université Grenoble Alpes (FR), il Centre National de la Recherche scientifique (CNRS), il French National Research Institute for Sustainable Development (IRD), l’Istituto Polare Francese (IPEV) e il centro di ricerca svizzero Paul Scherrer Institute.

La dichiarazione

“La ricerca e la montagna non hanno traguardi, ma dei percorsi con delle tappe che abbiamo la fortuna di poter condividere”, ha dichiarato Gioia Cremonese, business unit director di Karpos. “In questo cammino abbiamo avuto la fortuna di incontrare lo staff del progetto di ricerca Ice Memory con cui abbiamo iniziato gradualmente a collaborare negli anni, per giungere a oggi, dove il nostro impegno si sta facendo più consistente, proprio ora che l’attività sul campo diventa la priorità del progetto.

La ricerca è sempre stata un elemento che ha caratterizzato la nostra storia in Karpos, ha proseguito. “Abbiamo sempre cercato di dar fondo alle nostre esperienze manifatturiere, per sviluppare soluzioni innovative con i nostri atleti e ambassador e per spingere sempre più in avanti quelli che sono a volte percepiti come dei limiti. La montagna è la palestra in cui progettiamo e creiamo i nostri prodotti, compagni d’avventura che portano a vivere emozioni uniche in ogni angolo del mondo. La montagna che conquista chi la vive, e per questo la dobbiamo tutelare e preservare per noi e per i nostri figli”.

Tra i sostenitori del progetto anche Aku e Camp.