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Molto spesso affrontiamo il tema della sicurezza con l’obiettivo di sensibilizzare ogni praticante di sport outdoor sull’importanza della gestione del rischio. Neofiti o sportivi consolidati che frequentano la montagna si muovono in un terreno insidioso. È necessario renderli sempre più consapevoli anche rispetto all’attrezzatura da utilizzare.

Garmin negli ultimi anni si è fatta sempre più promotrice di questa tematica, soprattutto in ambito sportivo, e con la nuova tecnologia inReach ha fatto un passo avanti davvero importante. Per questo motivo sul nostro magazine (a partire dall’ultimo numero di aprile) nasce la rubrica “Sicurezza by Garmin inReach”, che coinvolgerà esperti di varie discipline impegnati nel trasmettere conoscenza ed esperienza rispetto al tema.

Matteo Zanga, fotografo e video maker di spedizioni alpinistiche ed esplorative, è accompagnatore di media montagna iscritto al Collegio Regionale delle Guide alpine della Lombardia e all’Associazione Italiana Mountain Leaders. È inoltre Guida del Parco delle Orobie Valtellinesi e tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico.

Cosa si intende per “sicurezza” nel mondo dell’outdoor e in particolare, nelle attività svolte da chi è autorizzato ad accompagnare persone in montagna?

La sicurezza assoluta purtroppo non esiste, ma noi professionisti siamo addestrati e abituati a porre in essere una serie di procedure e comportamenti che prendono il nome di “mitigazione del rischio”. Significa che monitoriamo attentamente ogni elemento utile a scongiurare qualsivoglia incidente. Questo comprende fra le altre cose l’attenta pianificazione del viaggio, il controllo costante delle condizioni ambientali e alcune valutazioni sulle persone che portiamo con noi.

Matteo Zanga

Secondo te, la sicurezza va di pari passo con l’esperienza e la preparazione?

È opinione comune che certe persone tendano a sottovalutare i rischi quando sono molto esperte. Io credo che sia vero ma solo in parte. Le persone molto preparate infatti affrontano difficoltà maggiori dove i rischi sono oggettivamente più alti, quindi statisticamente sono più soggette a incidenti. Io sono anche un tecnico del Soccorso Alpino e posso affermare che capitano inconvenienti a persone con ogni grado di preparazione alpinistica.

Ci sono molti neofiti che si sono approcciati agli sport outdoor. Qualcuno preparato a livello fisico ma non del tutto sul tema sicurezza. Cosa pensi a riguardo?

Soprattutto con le chiusure degli ultimi periodi, abbiamo assistito a orde di “nuovi appassionati” di montagna, un luogo tanto bello quanto insidioso: quando ci si rende conto di non essere adeguatamente preparati è sempre troppo tardi. Come le persone che vogliono approcciarsi al mondo dello sci possono fare riferimento ai maestri, chi vuole iniziare a conoscere la montagna può rivolgersi agli accompagnatori di media montagna o alle guide alpine, anche solo per acquisire i minimi concetti di sicurezza.

Trovate l’intervista completa sul n. 5 di Outdoor Magazine.