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Se da una parte c’è consapevolezza che la chiusura delle palestre abbia frenato la possibilità di praticare l’arrampicata indoor, dall’altra emerge una generale fiducia in vista dell’estate 2021. Infatti, dopo più di un anno di restrizioni, i mesi caldi si preannunciano interessanti almeno in termini di riscoperta del mondo outdoor.

Inoltre, si evidenzia come il segmento work & safety stia acquisendo maggior importanza, imprimendo un segno positivo a livello di crescita e insieme di investimenti.

A confermarlo sono i brand che abbiamo coninvolto nella nostra inchiesta, che verrà pubblicata sul prossimo numero di Outdoor Magazine e di cui vi forniamo un estratto in questo articolo.

Parlano cinque tra le aziende top player del mondo del climbing: Petzl, SCARPA, Climbing Technology, C.A.M.P. e La Sportiva.

Riguardo a come ha inciso la pandemia sul climbing, in ogni sua declinazione, tutte le aziende sono concordi nell’affermare che “la chiusura delle palestre ha rallentato l’avvicinamento a questo sport”, come afferma Jodi Barattin, direttore vendite di SCARPA. “Molte delle attività legate all’outdoor hanno visto accostarsi diversi nuovi praticanti. L’arrampicata è stata sicuramente tra queste, anche se la difficoltà di poter partecipare a un corso introduttivo per quasi tutta la stagione ha sicuramente limitato un pò”, sostiene Massimo Brini, sales manager di C.A.M.P.

I principali segmenti merceologici venduti meglio sono stati i prodotti “entry level”, soprattutto per quanto riguarda i materiali legati alle vie ferrate, e i prodotti relativi al segmento pro e all around dedicato all’arrampicata outdoor in falesia e vie lunghe“, le parole di Luca Mich, marketing communication manager di La Sportiva.

“L’ingresso del climbing ha sicuramente aumentato la visibilità di questo sport. La ‘macchina’ dei Giochi Olimpici si è finalmente accorta delle enormi potenzialità dell’arrampicata”, dice Emanuele Gerli, responsabile commerciale Italia di Climbing Technology. Certo, molti si attendono un conseguente impatto positivo sulle vendite grazie all’aumentata visibilità della disciplina.

Da non tralasciare il segmento work & safety che pesa e peserà sempre di più per quattro delle aziende coinvolte nella nostra inchiesta, motivo per cui vi stanno investendo. “Da qualche anno il settore work e quello sport hanno un peso tendenzialmente analogo nell’azienda, anche se il settore work and safety ha ancora grandi possibilità di crescita e di sviluppo e probabilmente, nonostante la crescita dello sport, sarà destinato a superarlo”, racconta Riccardo Humar, tecnico commerciale di Petzl.

Troverete l’intera inchiesta sullo Speciale climbing allegato al prossimo numero di Outdoor Magazine.