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Come vi abbiamo annunciato, OutDoor by ISPO 2021 è stato posticipato dal 20-23 giugno al 5-7 ottobre a Monaco di Baviera. Una data che sta facendo discutere: al di fuori del classico periodo della campagna vendite estiva e troppo anticipata per quella invernale. Come di consueto, la redazione di Outdoor Magazine si è attivata per comprendere i feedback di aziende, negozi, agenti e operatori alla luce di questa notizia.

Nello specifico ha dato vita a un sondaggio con tre domande veloci alle quali numerosi hanno scelto di rispondere. Vi riportiamo i risultati parziali.

  • Tipologia di intervistato (azienda, negozio, agente, altro)

Sono pochi coloro che hanno risposto altro e che fanno parte delle categorie agenzie PR.

  • Parteciperete? (sì, no, forse)

 

  • Commenta la decisione della fiera. Di seguito i topic con alcune dichiarazioni.
    Date sbagliate per quanto riguarda la campagna vendita. Un tema che avevamo già ipotizzato e che viene confermato da gran parte degli intervistati. “È una scelta senza utilità per aziende e negozianti”, “Se a ottobre si presentasse la SS 22 i giochi sarebbero già chiusi da tempo. Se invece fosse una preview della FW 22/23 allora potrebbe essere molto interessante, ma le aziende dovrebbero già essere pronte per farlo”, “Si sovrappone ad altre fiere la cui data è storicamente ai primi di ottobre”, “La mia unica perplessità è la vicinanza con ISPO invernale e le aziende potrebbero trovarsi in difficoltà”. Queste alcune delle dichiarazioni degli intervistati.
    Le fiere servono per costruire relazioni. Alla domanda di un intervistato “A cosa serve se gli ordini sono già stati fatti?” giungono diverse risposte: “Le maggiori aziende ormai decidono i loro piani e i lanci di produzione non solo mesi prima, ma anni prima della stagione. Quindi le fiere diventano solo un appuntamento di immagine e nel quale proporre uno o due prodotti ‘specchietto’”, “Può essere un’opportunità per le aziende di mettersi in mostra in era post Covid”.
    Le fiere non sono più utili al business. C’è chi si è adattato all’assenza di manifestazioni fieristiche e pensa non siano più necessarie: “La partecipazione alle fiere non fa più parte della politica aziendale” e nello specifico “Per il mercato Italia, ISPO è ormai una fiera inutile”.
    Una modalità mista online e offline che non piace: “È controcorrente rispetto alla realtà e al mercato attuale”.
    Approvazione per la scelta. Alcuni intervistati concordano con la scelta della fiera di posticipare a ottobre. “È fondamentale ripartire con le fiere. La data è conseguenza della situazione, per una volta ci si deve adattare”, “Credo sia corretto da parte della direzione posticipare l’evento. In questo periodo di pandemia, molte regole della cosiddetta normalità sono state messe in discussione. Grazie ai vari supporti di ultima generazione e all’ esperienza si riesce comunque a farsi un’idea dei possibili trend di mercato”.
    Emergeranno le fiere nazionali. “La fiera internazionale non si può sostituire, ma di sicuro le fiere nazionali acquisiranno sempre più valore per le aziende”.

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La nostra redazione approfondirà direttamente con gli organizzatori anche il nuovo format della fiera, che necessariamente sarà diverso da quello di un’edizione tradizionale e sarà improntato più su un meeting allargato per gli addetti ai lavori. Sappiamo che ISPO sta ragionando e lavorando al nuovo format (perlomeno per quest’anno) e non mancheremo di aggiornarvi con maggiori dettagli in merito.

Troverete i risultati completi del sondaggio nel prossimo numero di Outdoor Magazine.

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