In questo articolo si parla di:

l digitale sta trasformando in modo dirompente l’industria fashion e le tecnologie (come intelligenza artificiale IA e big data, realtà aumentata e virtuale, automazione e robotica, blockchain) diventeranno sempre più importanti per la gestione del business e per intercettare i consumatori. La transizione ai nuovi modelli può spaventare per le sfide che comporta, ma le opportunità da cogliere sono molte secondo i principali analisti e marketing trend setter internazionali, che si sono confrontati nei due live talk della serie “Digital Transformation” che sono stati ospitati sul marketspace Swapcard di Expo Riva Schuh e Gardabags.

Questi temi sono stati affrontati da Joanna Lowry (senior consultant di WSGN esperta in strategie di design per i settori lusso, moda, beauty, vendita al dettaglio e lifestyle), Marcus Taubert (responsabile di Storever del gruppo M-Cube ed esperto di media digitali in-store) e Alfredo Orobio (fondatore e ceo di Awaytomars, piattaforma dei talenti del design più grande al mondo), coordinati da Enrico Cietta (fashion economist e ceo di Diomedea). Insieme hanno offerto soluzioni concrete, oltre a mostrare le case history dei più innovativi business del mondo della moda.

Secondo Joanna Lowry sono sei i modelli B2B che stanno emergendo dal mercato digitale e che possono offrire interessanti spunti di riflessione: in primis l’affermarsi di smart supply chain, supportate da algoritmi powered by IA, utili a mappare e gestire con maggiore efficienza la catena delle forniture e le scorte (come hanno fatto i giganti e-commerce quali Alibaba e JD.com). Gli algoritmi predittivi permettono di targettizzare l’offerta, di cui il single day di Alibaba ne rappresenta l’essenza: il 3D design, già molto popolare nell’industria fashion, è destinato a un ulteriore sviluppo permettendo di raggiungere il mercato con maggiore velocità, evitando la sovrapproduzione e sostenendo anche l’ascesa di modelli di produzione on demand. Le virtual collaboration, che nei mesi di lavoro in remoto sono state una necessità, in futuro continueranno a massimizzare la produttività e la comunicazione, mentre gli hyper-real showroom, modalità con la quale i major brand scelgono di presentare le loro collezioni, connetteranno i creativi con i buyer in modi sempre più innovativi. Senza dimenticare la tecnologia blockchain che amplierà le sue potenzialità anche nel retail marketing come utile supporto alla vendita.

Come si trasformerà invece la relazione B2C con il digitale? Joannna Lowry indica tre concetti chiave: l’utilizzo dell’IA di data analytics per creare una shopping experience di valore, la creazione di ambienti interattivi sostenibili e la diffusione di “digital human”.

In particolare, si affermeranno i livestream shopping – già molto popolari sugli e-commerce cinesi – in cui sarà possibile ingaggiare un dialogo diretto con i consumatori attraverso le piattaforme social, così come l’utilizzo di influencer 2.0, che i brand utilizzeranno come loro ambassador virtuali. Il virtual wear è lo strumento che i big brand dell’industria fashion (Moschino e Gucci in primis) utilizzano per gli ambienti gaming, che ha anche il pregio di essere più sostenibile in quanto virtuale. Ma non basta: le piattaforme utilizzeranno sempre più interfacce di personalizzazione basate sull’IA per dare una risposta ad hoc agli utenti, ma anche gli store potranno beneficiare di questa tecnologia grazie ad app interattive, utili in periodo Covid e perfette per gestire efficacemente le scorte. I negozi saranno sempre più modellati come showroom interattivi, powered by social media e tecnologia (come già accade nei Nike Rising store), mentre gli showcase virtuali, diventati realtà con la pandemia, saranno sempre più utilizzati per presentare prodotti e collezioni.

E il brick&mortar? Sarà sempre più phygital nel futuro, ne è convinto Marcus Taubert: “Il viaggio dei consumatori non inizia nello store, ma dal loro divano con un ingaggio tramite i social media: bisogna catturare l’attenzione del cliente on line per poi attirarlo nello store”. Una volta in negozio, la chiave del successo è utilizzare gli strumenti digitali per offrire al consumatore un’esperienza coinvolgente affidandosi a “campagne promozionali, social media communication, touch point, cataloghi digitali, vetrine digitali come Benetton e Bally che hanno sviluppato l’architettura dei loro nuovi store su strumenti digitali”.

Anche il design delle collezioni si rivoluzionerà nel nuovo mondo digitale: lo dimostra l’esempio dell’innovativa piattaforma di co-creating Awaytomars, come spiegato da Alfredo Orobio: “Fondata nel 2015, è un’esperienza nuova, mai vista prima e collegata allo zeitgeist attuale, che rivoluziona il mondo della moda. Dallo sketch al mercato i designer possono proporre le loro idee, condividerle, co-creare i loro capi e vederli realizzati, il tutto coinvolgendo nel processo creativo anche i consumatori”.

Gli esperti raccomandano alle aziende di puntare senza indugi su un approccio omnichannel, sull’implementazione delle nuove tecnologie come IA/VR pensando a come impiegarle in modo strategico nella propria attività, sia nella prospettiva B2B che B2C, che adattandole al proprio modello di business, prodotto e dimensione di scala dell’azienda.