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17 Febbraio 2021

Fondato nel 2003, l’European Outdoor Group rappresenta gran parte dell’industria europea dell’outdoor, a cui attualmente fanno parte oltre 100 marchi tra aziende produttrici, rivenditori, organizzazioni e agenzie di servizi, che insieme affrontano temi rilevanti per tutti i componenti. È il caso di ricerche di mercato e standard di produzione, Corporate Social Responsibility ed eco-sostenibilità, come lo State of Trade che misura lo sviluppo nell’outdoor del sell-in all’ingrosso e l’Outdoor Retail Benchmark Report del sell-through al dettaglio.

Facendo seguito a quanto vi avevamo già raccontato nel n. 10 di Outdoor Magazine, per cui l’obiettivo del report era quello di supportare le aziende nella definizione dei loro piani d’azione in questo difficile periodo storico, EOG ha fornito un aggiornamento e approfondimento del suo programma di ricerca, questa volta per dare, in particolare, un’indicazione dell’impatto che il Covid ha avuto sul settore nel corso del 2020 e un’indicazione delle aspettative per l’anno in corso.

Lo State of Trade ha stimato in 5,8 miliardi di euro il valore del settore dell’outdoor per il commercio all’ingrosso nel 2019, mentre la raccolta dei dati per l’anno del Covid sta iniziando adesso e il resoconto sarà condiviso appena pronto.

Sell-in e sell-through

Nella prima metà del 2020, il sell-in ha subìto una flessione a marzo e aprile, che sono stati complessivamente i più colpiti. Nello specifico il commercio all’ingrosso è diminuito maggiormente nel quarto mese dell’anno, con un calo dell’83% su base annua. Nella seconda parte dell’anno, invece, una buona parte degli intervistati afferma che, nonostante una produzione diminuita, ciò che è stato fatto è andato a ruba.

Anche il sell-through è stato colpito più duramente all’inizio dell’anno, con cifre che hanno toccato il -41% e -40%, per poi riuscire a risollevarsi soprattutto nei mesi di giugno (+28%) e ottobre (+24%). Per questo nel complesso, nonostante le sfide a cui il 2020 ha sottoposto tutti quanti, l’outdoor ha chiuso l’anno in crescita del 3,7% su base annua.

Sondaggio di mercato fine 2020

I dati e le informazioni raccolti da EOG e presentati di seguito rendono conto di un sondaggio di fine anno condotto tra i membri EOG, per ottenere un feedback sull’andamento delle vendite e mettere in evidenza sia i successi che i problemi emersi nel mercato outdoor.

Per il 66% degli intervistati le vendite all’ingrosso si sono ridotte di anno in anno, mentre per il 58% le vendite al dettaglio sono diminuite. Osservando più nel dettaglio con riferimento a ciascuna categoria, i mercati di abbigliamento, calzature e bagagli sono stati colpiti più duramente rispetto ai mercati di hardware e accessori.

Le principali sfide che i membri EOG hanno dovuto affrontare hanno riguardato la chiusura dei negozi e l’introduzione del lavoro da casa, a cui i dipendenti si sono dovuti adattare velocemente. Dal punto di vista dello stock, invece, si è registrato un eccesso di offerta in alcuni mercati e una carenza di offerta in altri. Dall’altro lato, i cambiamenti positivi includono l’accelerazione di un’adeguamento al digitale e un aumento del numero di cittadini che hanno cominciato a fare attività all’aperto. Riguardo il futuro, nel complesso, i membri sono fiduciosi per il 2021, con il 68% che prevede una crescita del 10% o più del commercio all’ingrosso rispetto al 2020 e il 69% degli intervistati che si aspetta una crescita in misura simile al dettaglio.

Non ci sono state grandi sorprese nei risultati del sondaggio di fine anno”, afferma il responsabile delle ricerche di mercato di EOG Pauline Shepherd. Gli approfondimenti hanno messo in luce alcune delle sfide più acute, ma anche gli aspetti positivi durante l’anno e le opportunità chiave per il 2021. Nel complesso, l’industria dell’outdoor ha dimostrato grande resilienza e c’è la sensazione generale che il settore uscirà dalla crisi più forte, con nuovi clienti che si godranno l’outdoor”.

Nel 2020 l’EOG è passato al reporting mensile dei dati, un requisito chiave per tracciare, il più vicino possibile alla realtà, l’impatto che la pandemia stava avendo sulle vendite al dettaglio. A partire da quest’anno, però, la raccolta dei dati per l’EOG Outdoor Retail Benchmark Report è stato aperto anche ai rivenditori non membri, con lo scopo di rafforzare la copertura e la veridicità del rapporto, che dunque dovranno fornire mensilmente i dati di vendita per abbigliamento, calzature e prodotti hardware.

Ricordiamo che il rapporto misura il segmento principale delle attività outdoor insieme ad altri cinque mercati settoriali (sport fashion, ciclismo, sport invernali, corsa/camminata e sport acquatici), attualmente copre sei Paesi europei (di cui la Germania è quella più rappresentata) e rappresenta circa 900 negozi al dettaglio. Il rapporto delle vendite in presenza e online è 70%/30%.

“Il programma ampliato e migliorato dell’EOG di progetti di ricerca sell-in e sell-through ci permetterà di fornire dati ancora più solidi e che saranno di enorme valore, mentre vengono realizzati piani per la ripresa post-Covid”, aggiunge Stepherd. Questo ci aiuterà anche a personalizzare le nostre attività, mentre sosteniamo i membri e l’industria più ampia, e rappresentiamo e promuoviamo l’outdoor ai politici e al pubblico”.

Assemblea annuale EOG

Lo scorso 29 gennaio si è tenuta l’assemblea annuale di EOG, che per la prima volta è stata virtuale.

Mark Held è stato confermato presidente di EOG per un secondo mandato. Tre membri del consiglio EOG si sono dimessi alla fine del loro mandato (John Jansen di KEEN, Rainer Angstl di Sporthaus Schuster e Ryan Gellert di Patagonia), Matt Gowar di Equip e Hans-Hermann Deters di Sport2000 sono stati eletti nel consiglio durante la riunione, mentre il tesoriere dell’associazione Michel Gogniat di Ternua, Oliver Pabst di Mammut e Mathias Zaggl di W.L. Gore & Associates sono stati rieletti per il secondo mandato.