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Orobie Skyraid si rifà il look e, dopo alcuni anni di stop, torna a portare lustro alle montagne bergamasche con appuntamento fissato per sabato 24 luglio.

Oggi i tempi ci sembrano maturi per parlare di un ritorno di Orobie Skyraid, afferma il fondatore e presidente Mario Poletti. “Stiamo lavorando sodo per allestire una versione trasformata, giusta per la nuova realtà dell’ultra trail. Dopo esserci soffermati e affermati in diverse manifestazioni realizzate al fine di promuovere località poco conosciute dagli atleti, ci sentiamo pronti per proporre anche il sogno numero 1, quell’evento grande e internazionale che avevamo messo da parte dal 2010”.

Mano a mano che la stagione entrerà nel vivo, Fly-Up Sport svelerà tutti i dettagli relativi alla gara. Oltre alla data, è stata stabilita l’apertura delle iscrizioni il 15 febbraio, da effettuarsi direttamente sul portale Picosport.net e nel limite di 1.000 iscritti. Oltre ai premi canonici, è stato istituito anche un premio speciale in memoria di Dario Balduzzi per il primo corridore a transitare il Passo Valsecca, cima Coppi di giornata.

Il percorso

Disegnato da Poletti, prevede la partenza dalla piazza da Ardesio e arrivo al centro sportivo di Valbondione. Nel mezzo 56 km e 3.800 metri di dislivello, fra Val Seriana e Val Brembana, passando da Valcanale, rifugio Alpe Corte, rifugio Laghi Gemelli, rifugio Calvi, rifugio Brunone, rifugio Coca (da raggiungere percorrendo il sentiero basso) e baite di Maslana.

Mario Poletti organizzatore Orobie Skyraid.

La storia

La genesi di Orobie Skyraid ha origine nell’agosto 2005, quando Poletti affrontò il sentiero delle Orobie da Valcanale al Passo della Presolana completandolo in 8h 52’ 31’’ (record tutt’oggi imbattuto). Nel compiere l’impresa, l’intenzione del runner di Clusone era quella di promuovere le Orobie con una pratica sportiva. L’attenzione delle persone e dei media rivoltagli permise – due anni dopo – di organizzare la prima edizione di Orobie Skyraid, con una gara durissima e a elevato tasso di spettacolarità sul suo stesso itinerario.

La formula era quella della staffetta a tre, che avrebbe assegnato il titolo mondiale di skyrunning a squadre, e così atleti di primo livello da tutto il mondo raggiunsero Bergamo, riconoscendo in questa competizione una certa grandiosità per tipologia organizzativa e caratteristiche del percorso. A vincere il campionato mondiale fu un collaudato trio tutto bergamasco (Fabio Bonfanti, Paolo Gotti e Michele Semperboni) del team Valetudo, ma da ricordare la presenza di un certo Kilian Jornet i Burgada, allora 19enne, che percorse il tratto dal rifugio Coca all’Albani in sole 2h 34’. Tra le donne, invece, si aggiudicarono la gara Emanuela Brizio, la bergamasca Daniela Vassalli e la catalana Neus Parcerisas.

La gara si disputò sul medesimo percorso fino all’anno 2010, assegnando sempre le medaglie del campionato del mondo di skyrunning, ma successivamente venne ridimensionata fino a scomparire dal calendario. Probabilmente il mondo del running non era ancora pronto a comprenderne a pieno la tipologia, così atipica.

(Credits foto © Foto Quaranta e Cristian Riva)