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3 Dicembre 2020

Ieri 2 dicembre è stato approvato dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, con una maggioranza di 28 voti a favore e soli 7 astenuti, un disegno di legge che si oppone al dpcm che il Governo sta discutendo proprio in queste ore.

La Valle d’Aosta non ci sta e rivendica la sua autonomia rispetto ai poteri statali in un momento estremamente delicato per tutto il “settore neve” che, per la sopravvivenza, necessita dell’inizio della stagione invernale. E proprio in virtù di questo la regione alpina si scontra con Roma che ha gli ha confermato lo status di zona rossa, oltre alla chiusura degli impianti sciistici per il periodo natalizio. “Domenica dovrebbe esserci la riclassificazione della regione in zona arancione e [..] nuova ordinanza che vada di nuovo a interpretare lo “scenario tre”, cioè la zona arancione, così come abbiamo fatto con lo “scenario quattro”, queste le parole del presidente Erik Lavevaz durante il Consiglio regionale.

La legge regionale anti-dpcm conferisce “libertà di movimento dei cittadini, attività economiche e relazioni sociali, compatibilmente con le misure di contrasto alla diffusione del virus”; in questo modo viene data la possibilità alla Regione stessa di poter decidere sull’apertura dei negozi oltre che sugli eventi religiosi e lo sport, in relazione all’andamento dei contagi dovuti all’epidemia.

Appare chiaro da questa netta presa di posizione quanto conti la Valle d’Aosta ripartire: ““Questa legge è importante non solo per le competenze della Regione, ma perché ha un respiro e un peso proprio dal punto di vista politico rispetto al Governo di Roma. Non so se per una mancanza di conoscenza della montagna o più semplicemente per delle sensibilità diverse da parte dei componenti del governo, ma devo dire di aver visto chiaramente la difficoltà a far capire al governo le esigenze legittime della montagna. L’impressione è che si veda la montagna come un parco giochi per le grandi città, cosa che sappiamo bene non essere così”, spiega il presidente Lavevaz.

Dal canto suo Roma sembra non voler cedere e il ministro Boccia ha chiesto il presidente della Valle d’Aosta di fare marcia indietro e revocare l’ordinanza, chiudendo il commercio e ristabilendo la zona rossa.

“Le affermazioni del presidente Lavevaz della Regione Valle d’Aosta minano la leale collaborazione che ha caratterizzato in questi mesi il duro e faticoso lavoro e anche la sicurezza sanitaria”, commenta il ministro Boccia.

Ma la Valle d’Aosta non fa passi indietro.