RadiciGroup annuncia il suo bilancio di sostenibilità 2019, nel quale conferma la sua capacità di creare valore per gli stakeholder in diversi settori (filiera, ambiente, dipendenti e territorio). Il prospetto, basato sui dati forniti da 22 siti industriali e dalla holding, mette in evidenza azioni e risultati concreti, che sono stati raggiunti grazie alla volontà di continuare a coniugare gli obiettivi di business all’ottimizzazione delle risorse e alla tutela della comunità. In questo modo il Gruppo contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile e prosegue il suo percorso di aiuto nel mondo tessile.

L’impegno assunto per assicurare una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente, sotto ogni punto di vista, “riveste un ruolo strategico nel processo di rilancio economico e sociale ed è fondamentale per garantire un futuro migliore alle generazioni che verranno”, dichiara il presidente Angelo Radici. “Abbiamo saputo reagire alle difficoltà e ai mutamenti del mercato rimanendo coesi e ciò mi rende fiducioso guardando al futuro, nonostante ci aspettino ancora mesi difficili”.

A conferma di quanto detto dal suo numero uno il dato che, nel 2019, il Gruppo ha stanziato 7.6 milioni di euro per incrementare la sostenibilità delle sue attività, poi concretizzatisi in diversi risultati come, per esempio, l’utilizzo del 42% di energia elettrica rinnovabile e il risparmio del 70% di acqua rispetto al fabbisogno teorico.

Inoltre, nel corso dello scorso anno, i prodotti a impatto limitato realizzati da Radici Group si è ampliato ulteriormente con Renycle, la gamma di filati provenienti dal riciclo del nylon, ideale per applicazioni in ambito tessilemoda, interior e automotive. Il polimero Renycle, pur garantendo le stesse prestazioni tecniche di qualità della materia vergine, permette di risparmiare oltre l’87% di energia e il 90% di acqua. Inoltre, le emissioni di CO2 vengono ridotte del 90% e a fine vita il prodotto è riciclabile al 100%, diminuendo così la necessità di ricorrere a nuove materie prime di origine fossile.