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16 Novembre 2020

Sono già trascorse due settimane dall’adozione dell’ultimo Dpcm che suddivide l’Italia in zone colorate a seconda della gravità dello scenario medico-sanitario. Se, in un primo momento, molti negozi che trattano articoli outdoor avevano accolto in maniera positiva la possibilità di rimanere aperti anche se in zona rossa, ora alcuni negozianti ci stanno evidenziando le grosse difficoltà legate alla scarsità, in alcuni casi assenza totale, di turismo. Che dipende, a sua volta, dalle grosse limitazioni agli spostamenti.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alessandro Ferrarini, co-titolare di Vertical Sport di Arco di Trento (in foto di apertura, proprio il punto vendita di Arco), tra i maggiori punti di riferimento per gli amanti dell’arrampicata nel Garda Trentino. Arco di Trento è una delle mecche dell’arrampicata italiana. Conosciutissima in tutto il mondo, conta una cosa come 23 negozi specializzati in materiali, abbigliamento e attrezzatura per la montagna e tutti vivono grazie al forte indotto (italiano e d’oltralpe) portato dal turismo outdoor.

Le parole di Ferrarini:

“Il 50% della nostra attività è sulla cittadina di Arco che normalmente, in questo periodo dell’anno, lavora molto bene (meteo permettendo), grazie al forte indotto portato dall’arrampicata e dalle attività outdoor in generale. Senza turismo si lavora davvero poco ed è quindi inutile restare aperti. Non possono venire gli scalatori provenienti dall’Alto Adige, così come quelli di Austria e Germania. Non ci sono neppure quelli della Lombardia e del Veneto… Insomma il commercio ad Arco, senza il turismo, per noi non ha senso”.

Vertical Sport non ha solamente il negozio di Arco, ma altri due punti vendita: uno a Pietramurata (frazione del comune di Dro) e l’altro nella città di Trento. Per queste due realtà la situazione è differente e, ci ha raccontato Ferrarini, le vendite sono ancora a livelli soddisfacenti.

“A Pietramurata così come a Trento la clientela è locale, non dipende dall’afflusso turistico. Per questa ragione, essendo il Trentino zona gialla e quindi potendo le persone muoversi per andare in montagna, le vendite vanno bene”.

Cosa si vende maggiormente? Le persone si stanno preparando a un inverno lontano dalle piste da sci?

“Effettivamente stiamo evidenziando una leggera crescita dello scialpinismo. Ci sono persone che si stanno avvicinando alla disciplina, probabilmente per la paura di vedersi chiudere gli impianti. È molto semplice accorgersi quando un cliente non ha mai praticato scialpinismo e, con tutta probabilità, arriva dal mondo piste da sci. In genere quest’ultimo è un cliente che dimostra una forte passione per lo sci, ma nel contempo chiede informazioni che fanno intuire chiaramente che non ha mai posizionato, neppure una volta, le pelli sotto agli sci”.

Sotto, il team Vertical al completo.