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In Italia c’è una zona rossa che è “più rossa” delle altre. Parliamo dell’Alto Adige che, visto l’aumento dei casi e dei ricoveri nelle terapie intensive, ha deciso di allinearsi alle normative più stringenti di Germania e Austria (oltralpe il lockdown è totale fino a dicembre). La stretta, in vigore dal 4 al 22 novembre, ha così definito la chiusura della gran parte dei servizi commerciali, compresi quelli di articoli per il tempo libero, contrariamente invece a quanto sta accadendo nelle altre zone rosse italiane. Il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige Arno Kompatscher ha infatti firmato una ordinanza (nuova ordinanza numero 68) il cui testo, in materia, recita: “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, anche situate nei centri commerciali, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e per quelle che vendono generi di prima necessità individuate nell’allegato 3, che restano comunque chiuse la domenica e nei festivi. Farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai sono esentati dalle restrizioni di cui al primo periodo”.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Günther Acherer, titolare di Panorama Diffusion, che avendo un rapporto molto stretto con negozi e negozianti, ci ha fornito il suo punto di vista sulla situazione. La maggiore preoccupazione non è per il presente, ma se la situazione di lockdown totale dovesse protrarsi: in questo caso molti esercizi commerciali si vedrebbero rovinate le vendite natalizie che rappresentano, ogni anno, una grossa fetta del fatturato totale.

Il lockdown totale è arrivato, peraltro, in un momento in cui i negozi stavano lavorando in maniera soddisfacente, complice anche il meteo umido e freddo, preludio di un inverno coi fiocchi (di neve, si spera!).

“Attualmente la situazione è ancora salvabile – ci ha raccontato. – Intendo dire che se il lockdown termina a breve, cioè a inizi dicembre, c’è ancora la possibilità di lavorare bene in vista del Natale. Se invece dovesse protrarsi oltre e arrivare fino al periodo natalizio (o addirittura oltre), prevedo grosse perdite di fatturato, da parte di tutti, delle aziende e dei negozi”.

L’Alto Adige rimane, quindi, in attesa di un verdetto. I prossimi 10 giorni saranno fondamentali per capire se allentare le misure oppure mantenere la stretta.

Il prossimo fine settimana, ci ha spiegato Acherer, tutta la popolazione è chiamata a fare un controllo (sono previsti circa 350mila tamponi) per valutare il numero di persone contagiate (sia sintomatiche sia asintomatiche) e valutare l’emissione di una ordinanza più soft rispetto a quella attuale.