In questo articolo si parla di:
12 Novembre 2020

“Digitale e sport”, l’osservatorio nazionale costituito da Assosport e dal Digital Enterprise Lab dell’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2016, ha svolto un’indagine sul livello di digitalizzazione nell’industria dello sport nell’anno della pandemia, prendendo a campione 80 aziende associate, per fotografare l’attuale grado di maturità digitale delle aziende che operano nel mondo dello sport e le relative conseguenze sul business.

I risultati sono stati presentati ieri, nel corso dell’assemblea generale di Assosport, durante la quale è stato nominato il nuovo presidente Anna Ferrino. A riassumere quanto emerso dalla ricerca è stato Giovanni Vaia, professore e direttore del Digital Enterprise Lab: “Del campione analizzato, il 66% ha già affrontato o sta affrontando un percorso di trasformazione digitale nella propria azienda e un altro 16% lo ha pianificato. Nel 53% dei casi l’investimento si aggira tra il 2 e il 5% del fatturato aziendale”.

“Gli investimenti a oggi hanno interessato perlopiù canali di distribuzione online, e-commerce e marketing digitale (ma anche la costruzione di prototipi)”, ha proseguito. “E nel prossimo futuro coinvolgeranno direttamente il processo produttivo, dalla logistica alla trasformazione dei prodotti, mediante l’utilizzo di servizi digitali, passando per la digitalizzazione della produzione”, come si può osservare nel grafico qui sotto.

“È proprio grazie a questa nuova struttura che le aziende sono riuscite a frenare l’onda d’urto della pandemia. Per il 53% degli intervistati, rispetto agli obiettivi di fatturato di inizio anno, il business è calato tra l’uno e il 20%. Per un buon 17% è rimasto invariato o addirittura aumentato.

La conclusione di Vaia guarda con fiducia al futuro: “Gli imprenditori sono consapevoli che si tratta di un percorso che li condurrà a digitalizzare i segmenti fondamentali del loro modello di business, coinvolgendo processi interni e competenze. È qui che si gioca la loro partita nella competizione mondiale. Solo affrontandola con coraggio e fiducia centreranno il risultato”.

Ma anche Ferrino, amministratore delegato di Ferrino & C. Spa e vicepresidente di Confindustria Torino, è voluta intervenire sull’argomento, invitando a valutare le nuove sfide causate dall’emergenza sanitaria come un’opportunità di crescita, una spinta all’acceleratore sulla strada della modernizzazione e della digitalizzazione, della ricerca e dell’innovazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Davide Dattoli, chief executive officer e cofounder di Talent Garden: “Le imprese italiane stanno affrontando un passaggio epocale: la trasformazione digitale è parte sostanziale di questo mutamento e sicuramente un elemento sul quale investire. Ma ancora più necessario è investire non solo su strumenti e processi, ma sulle persone. Sono loro a essere il vero cardine di questa trasformazione”.

L’inchiesta completa sul prossimo numero di Outdoor Magazine.