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8 Luglio 2020

Un glossario per la montagna che include parole tecniche e specifiche proprie del linguaggio alpino. Questo quello che serve a chi si avvicina alla montagna e ciò che viene proposto da Babbel, l’app per sviluppare le propriee abilità linguistiche, che prepara la guida per gli escursionisti e suggerisce alcune idee per riscoprire le vette italiane.

Viene dunque fornita una panoramica dei principali termini tecnici per affrontare al meglio le gite fuori porta e per esibire una conoscenza linguistica degna di nota anche ad alta quota.

Il profilo altimetrico di un percorso, “altitude profile” in inglese, è un grafico che mostra la sequenza delle pendenze che ci si presenteranno davanti: un’informazione che può essere molto importante per pianificare le soste e prepararsi adeguatamente alle varie pendenze che si affronteranno.

Per orientarsi lungo il tragitto si possono poi sfruttare gli ometti di pietra, o anche chiamati “bonhomme” in Francia, “ovoo” in Mongolia, “inukshuk” in Antartide che seguono la traccia del sentiero; è fondamentale non distruggerli in quanto servono a tutti coloro che passeranno in quella zona.

Costa, mulattiera o carrarecce
Soprattutto ad inizio stagione, è importante scegliere il tragitto adatto alle proprie capacità. La costa, che è un percorso che taglia un pendio montuoso in senso longitudinale, può essere un buon modo per togliere la ruggine dalle ginocchia, visto che solitamente è caratterizzato da una pendenza moderata e da una scarsa esposizione. Anche la mulattiera, o “camino de herradura” in spagnolo, può essere un buon punto di partenza: si tratta della versione extra large di un sentiero, tipicamente con un’ampiezza di oltre due metri. Derivano da vecchie vie di comunicazione percorse in passato da carri trainati da asini e muli, motivo per cui prendono anche il nome di carrarecce.

Sentieri esposti, bivacco e cengia, su fino alla cresta
Chi invece cerca il brivido delle vertigini può scegliere i sentieri esposti, ovvero quei percorsi che su un lato presentano un pendio molto scosceso o addirittura verticale. A volte si potrebbe essere costretti anche a un bivacco, dal francese “bivac, bivouac”, in parete su una cengia rocciosa, termine che fa riferimento a un tratto breve, una sorta di piccolo balconcino su cui fare una pausa durante la salita. Viene definito invece aereo un sentiero che raggiunge una cresta, ovvero una linea più o meno sottile, dove entrambi i lati sono ripidi o a strapiombo.

All Free o alpenstock?
C’è chi utilizza la tecnica “all free” ovvero sale una via in libera usando solo appigli e appoggi naturali, senza utilizzare gli ancoraggi come mezzi di progressione o di riposo. Avere però la giusta attrezzatura è fondamentale per amministrare al meglio le energie durante la scalata: l’alpenstock è un termine tedesco, in italiano pistocco, con cui ci si riferisce ad un bastone di legno dalla punta ferrata, utile come ulteriore appoggio oltre a braccia e gambe, per avere più equilibrio sui terreni insidiosi.

Quando si sale bisogna considerare che la risposta del fisico cambia anche all’aumentare dell’altitudine. Il cosiddetto Acute Mountain Sickness, traducibile in italiano come “mal di montagna”, indica proprio la difficoltà fisica dovuta alla più bassa pressione atmosferica che determina una ridotta presenza di ossigeno nell’organismo, causando spesso nausea e giramenti di testa.

La soluzione migliore per evitare il mal di montagna è quella di aiutare l’organismo ad adattarsi all’aria maggiormente rarefatta, salendo di quota gradualmente ed evitando mete troppo difficili fin da subito.

Le regioni italiane offrono alcuni tra i più interessanti itinerari montani e Babbel ne ha selezionati alcuni.

Sentiero Viel del Pan
A cavallo tra Trentino-Alto Adige e Veneto, questo percorso offre la possibilità di ammirare la Marmolada, una delle montagne più famose delle Dolomiti. Con 430m di discesa e 120m di salita, l’escursione dura circa 3 ore sola andata, arrivando fino a 2450m di altitudine. I sentieri disponibili sono adatti anche agli amatori e ci sono vari rifugi dove è possibile fermarsi a mangiare.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso
Tra Piemonte e Valle d’Aosta, questo parco offre percorsi adatti a adulti e bambini, a partire dai 7 anni di età. Si può scegliere una passeggiata semplice da effettuare in giornata, ideale per le famiglie, oppure prepararsi per escursioni di più giorni. Con il supporto di una guida è possibile inoltre scoprire in sicurezza i sentieri poco conosciuti e poco frequentati.

La Valle di Selvaromana
Situato in Abruzzo, questo sentiero è tanto impegnativo quanto appagante. Un percorso reso difficile dalla lunghezza (28km con un dislivello di circa 1400m), dall’isolamento e dalla scarsa visibilità che offre. Tuttavia, la ricompensa ripaga lo sforzo: boschi e vallate incontaminate, altissimi canyon e camosci che corrono in libertà premieranno la fatica.

Il Sentiero degli Dei
La spettacolare vista sul mare dà il nome a questo percorso di 2 ore e mezza, che inizia a Bomerano e termina sopra Positano, in Campania. Meglio percorrerlo di mattina o in serata, per evitare di avere il sole in faccia durante tutta la camminata. Il sentiero presenta un buon numero di indicazioni, ma è meglio portare una mappa o andare con una guida per non confondersi tra i tanti piccoli sentieri che si diramano da quello principale. E per recuperare le energie, si può approfittare dei ristoranti situati al termine del percorso.

Vulcano Stromboli
Una sfida affascinante la scalata dello Stromboli, il vulcano siciliano. Non capita tutti i giorni di salire su un vulcano ancora attivo; un’esperienza unica fin da quando si sale sulla barca che accompagna gli scalatori alle sue pendici. Si raccomanda di programmare la discesa in serata, per godersi appieno lo spettacolo dei pennacchi di fumo.

Questa valle è il fiore all’occhiello della Val Masino e dal 2009 è diventata una riserva naturale. È ideale per le prime uscite ad alta quota essendo caratterizzato da torrenti spumeggianti, cascate e laghetti, e dal verde della vegetazione che contrasta con la roccia. Il laghetto del Qualido e il Bidet della Contessa sono celebri per le loro acque cristalline e sono raggiungibili con una passeggiata. Ma per poter dire di aver ammirato tutta la Val di Mello, è consigliato percorrerla per intero e spingersi un poco più in alto, a scoprire uno dei suoi luoghi più belli, la conca dell’Alpe Pioda.