30 Giugno 2020

Uscire più forti di come si è entrati: è questo il punto focale della riflessione dei diversi attori del settore Outdoor intervenuti al panel d’apertura dell’evento digitale ISPO Re.Start Days.

Ispo come non lo avevamo mai visto. Online, su una piattaforma streaming per dare voce a tutti i maggiori player del segmento outdoor e sport invernali anche a distanza per fare un punto su quella che è la situazione dopo il periodo che ha coinvolto tutto il mondo.

Il panel di apertura dal titolo “Come lo sport e il mercato dell’ outdoor possono superare gli effetti della crisi da coronavirus?” ha visto tra gli speakers Oliver Pabst CEO di Mammut, Martin Riebel CEO di Deuter, Reiner Gerstner direttore marketing di Schöffel, Mark Held presidente di EOG e Michael Levi Director of Sales Europe, Columbia Sportswear Company. Insieme hanno toccato diversi topic tutti basati sull’idea della necessità di fare sistema per creareun nuovo focus per la ripartenza.

Ad aprire la discussione è stato Mark Held di EOG che ha mostrato una serie di slide per dipingere una panoramica di quello che è successo negli ultimi mesi. La maggior parte dei brand che fanno parte del gruppo hanno dichiarato di poter sopravvivere a questa situazione per più di un anno e questo è sinonimo di un mercato che è stato in grado di mantenersi sano cambiando anche i propri parametri nei confronti di fornitori e clienti.

Marzo e aprile hanno rappresentato due mesi di forte impatto per il settore, ma la velocità di ripresa delle vendite e delle attività nel mese di giugno hanno impressionato tutti. Il lockdown ha creato una forte richiesta di vita e attività all’aria aperta. C’è voglia di outdoor e siamo sicuri che il settore uscirà da questa crisi molto più forte di come ci è entrato. L’importante sarà riuscire a virare verso ciò che in questi mesi abbiamo imparato: una maggiore attenzione alla sostenibilità e lanci di prodotti di qualità”.

La parola è passata poi ai diversi brand che hanno illustrato il loro pensiero e hanno parlato di come ogni realtà ha affrontato il periodo dell’emergenza sanitaria.

Reiner Gerstner, Schoffel: “La prima reazione è stata quella di proteggere i nostri dipendenti e clienti. Per la prima volta nella storia dell’azienda abbiamo cambiato il nostro claim da “esci e fai avventure” a “stai a casa”. Siamo consapevoli che anche un brand ha il suo ruolo importante nel riuscire a passare messaggi positivi e abbiamo deciso di interpretare al meglio il nostro ruolo come influenze per cercare di ispirare le persone e dare loro la possibilità di uscirne migliorare. Abbiamo coinvolto i nostri atleti nel produrre contenuti social e video da fare in casa in modo da passare il messaggio ai nostri clienti che rispettando le regole saremmo potuti uscire più veloci e forti”.

Oliver Pabst, Mammut: “Noi di Mammut abbiamo deciso di non chiamare questo periodo “di crisi”, ma un vero e proprio ‘momentum’. Questo per dare un’accezione e una nota positiva perché siamo sicuri che abbia rappresentato una chiave di volta ancora prima che una vera e propria crisi. Con momentum voglio parlare di un sistema che può lavorare insieme per cambiare il mondo e il mercato. La base è essere pronti al cambiamento e ciò che di positivo questo potrà portare. La pandemia è arrivata come una grande onda che ci ha scosso, ma ora siamo pronti a un Mammut 3.0 ovvero diventare migliori di quello che eravamo. Se ci pensiamo, questo momento rappresenta un punto di volta che ha dato una forte accelerazione a temi e trend come la sostenibilità, l’uguaglianza e sono sicuro che anche tutto il movimento del Black Lives Matter deve a questo cambio di paradigma la sua potenza. Ci stiamo spingendo a una maggiore attenzione verso il mondo, come se ci fossimo svegliati da un lungo sonno che ci aveva intorpiditi. Durante il lockdown si è lavorato molto per aiutarsi a vicenda, abbiamo cercato di stare vicino ai nostri clienti comunicando in modo più emotivo e di condivisione delle difficoltà e anche ora che si può tornare a una sorta di normalità, la nostra comunicazione si muove su dei binari che vogliono promuovere il turismo locale, più vicino e sostenibile”.

Michael Levi, Columbia:Quando abbiamo visto quello che stava succedendo in Cina abbiamo capito che ci aspettava qualcosa di grave e che avrebbe coinvolto tutto il mondo, così abbiamo iniziato fin da subito a reagire. La nostra preoccupazione è che tutti fossero al sicuro. Cosa possiamo fare? Come possiamo continuare a performare? l’importante era rimanere in contatto con i partner , i retailer e i consumatori, per questo ci siamo resi disponibili per capire i problemi, risolverli insieme e pensare al futuro come un unico organismo. Per gestire il mercato. abbiamo provato a lavorare con il digitale e esplorare così nuove vie per arrivare ad un nuovo livello”.

Un approccio che guarda quindi al futuro con ottimismo quello dei brand con la consapevolezza di non poter più tornare indietro al mondo com’era prima della pandemia.