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È appena terminato il primo week end della fase2 che ha permesso agli amanti dell’outdoor di ritornare a prendere confidenza con la montagna. La settimana precedente, ha segnato un percorso avvicinamento fatto di ricerche, confronti,  interpretazioni e delibere comunali, per capire come e dove si potesse andare, partendo dalla propria abitazione.

Abbiamo chiesto a Emiliano Liberatore, fondatore di Skiplace.it, appassionato di montagna e attento osservatore delle normative in vigore, di fornirci qualche informazione in più. Anche lui è continuamente alla ricerca di risposte ai suoi dubbi rispetto alla pratica dell’attività motoria in montagna e di seguito ci riporta parte di quello che ha trovato nel web rispetto alla Lombardia, la regione dove vive.

Emiliano Liberatore

Senza entrare nei dettagli del DPCM del 26 aprile e sulla dovuta accortezza e prudenza nel muoversi in ambienti di montagna, la risposta valida per tutta Italia era alla FAQ. N4

È consentito fare attività motoria o sportiva?

“L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti.
È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti.
Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione”.

Come sappiamo però queste disposizioni sono valide fatto salvo eventuali restrizioni locali da parte di regioni, province e comuni e quindi niente di scontato.

A tal proposito, sul sito del CAI si può trovare questo estratto che declina in maniera sommaria come ogni singola regione ha gestito la ripartenza:

“Regione Sardegna ha limitato l’attività motoria a livello di territorio comunale. Lazio e Liguria a livello provinciale. Per le Province autonome di Trento e di Bolzano lo svolgimento individuale di attività sportiva o motoria all’aperto è consentito in tutto il territorio della Provincia e, più in generale, della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. Infine, le Regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto hanno richiamato l’applicazione nell’ambito del territorio regionale nella disposizione stessa”.

QUI TUTTE LE NORMATIVE DELLE REGIONI

NELLO SPECIFICO: LA LOMBARDIA

Di seguito alcuni regolamenti per provincia o comune

LECCO
Tutti gli 84 comuni della provincia di Lecco hanno condiviso un approccio molto prudenziale e restrittivo, permettendo di svolgere attività motoria/sportiva solamente all’interno del proprio comune e senza poter utilizzare mezzi a motore, quindi partendo a piedi o bicicletta dalla propria abitazione. Inoltre, per ragioni di sicurezza, molti sentieri di montagna sono stati chiusi con limite massimo di quota raggiungibile di 1400mt slm, quindi non è possibile raggiungere le vette delle montagne lecchesi. Ovviamente tutto è rimandato al 18maggio, quando riaprirà anche la funivia dei piani D’ Erna e avremo chiare indicazioni se queste restrizioni saranno modificate.

Nel territorio di Ballabio hanno inoltre attivato una operazione di controllo tramite droni, per verificare il rispetto delle disposizioni locali, in particolare: sul versante del Monte Due Mani, anche dall’innesto in zona Gera, il sentiero di Bongio e il bivacco Emanuela; sul versante Piani dei Resinelli: il corno del Nibbio, il sentiero Sinigaglia, il sentiero Cermenati e il canalone Porta. L’obiettivo di questa operazione è scongiurare assembramenti, escursioni e picnic.

Per i non residenti nella provincia di Lecco unica possibilità ad oggi è raggiungere la zona scelta a piedi oppure in bicicletta . Consigliabile verificare le ordinanze dei singoli comuni che possono porre ulteriori limitazioni nei sentieri di pertinenza.

COMO e VARESE
Le province di Como e Varese non hanno previsto restrizioni,  rimandando al DCMP del 26aprile. Questo permette il raggiungimento di tutte le montagne e i relativi laghi, salvo alcune restrizioni locali che sembrerebbero limitate ai comuni di: Brunate dove sono stati chiusi ai non residenti i sentieri che salgono dal comune di Como,  Via Sentierone per Como/Sentiero Alda Merini, Via Carescione e Strada Regia. È possibile comunque raggiungere la dorsale Lariana, salendo da Civiglio, Ponzate e Tavernerio. Inoltre, Albavilla ha emesso una delibera comunale che autorizza il raggiungimento in auto all’Alpe del Vicerè solamente ai residenti mentre per gli altri appassionati è possibile raggiungere la zona solamente percorrendo a piedi i sentieri che partono dal paese

SONDRIO /BERGAMO/BRESCIA
Anche Sondrio non ha previsto restrizioni salvo le raccomandazioni già previste dal DPCM del 16aprile e quelle del soccorso alpino. Questo offre ampie possibilità per escursioni in quota in tutta la Valtellina, Valmasino o Valle Spluga.

Per Bergamo e Brescia a oggi risulta in vigore una restrizione nel comune di Valbondione che vieta l’accesso con messi pubblici o privati per svolgere attività motoria e la chiusura del parco della riserva delle Torbiere.

Qui potete trovare l’ultima ordinanza e integrazioni del 9maggio della regione Lombardia.