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L’emergenza Corona virus ha messo a dura prova i negozianti che, costretti a chiudere per una finestra di tempo che dovrebbe terminare il 18 maggio, stanno vivendo un periodo di grandi incertezze. Non solo relativamente alla data di apertura, che ormai pare quasi certa, ma anche in riferimento a tutte le precauzioni che dovranno essere prese nel fatidico momento in cui i clienti potranno tornare a rientrare in negozio. Momento atteso, per un certo verso, ma nel contempo anche temuto. Si parla di distanze di sicurezza, di sanificazione dei locali  e molti negozianti non hanno ancora capito come far fronte alla situazione. Sicuramente ci si attende maggiori chiarimenti nel periodo che intercorrerà tra i 4 e il 18 maggio, in modo da potersi mettere in linea e soprattutto, in regola, in osservanza del nuovo decreto.

Come rivista attenta alla voce dei negozianti, abbiamo dato il via a una serie di interviste dalle quali emergono le modalità con le quali si stanno preparando, ma anche i timori e le speranze.

Tra i primi intervistati un nostro appassionato lettore, Fabio Algarotti, titolare di K2O Sport di Cernobbio (CO)

In che modo vi siete interfacciati con le aziende in questo periodo? 

Devo dire che in questo periodo molte aziende sono chiuse, quindi a parte sentirmi con qualche agente la comunicazione è stata molto sporadica.

Quali saranno i passaggi per la riapertura? 

Sanificazione del negozio, regolarizzazione con le norme in atto, promozioni ad hoc soprattutto riguardanti le E-bike con consegna e ritiro a domicilio.

Avete iniziato o continuato a vendere online e con che incidenza percentuale rispetto al vostro stesso fatturato totale (vendite fisiche + online) dello stesso periodo 2019? 

Ho continuato a vendere on-line ma con un calo del 70% rispetto al fatturano normale dell’anno passato.

Quali sono le restrizioni imposte e come le gestirete? 

La restrizione che ad oggi preoccupa più di tutti è quella riguardante la possibilità delle persone di poter uscire di casa per venire in negozio.

Nello specifico, come gestirete la sanificazione del negozio e i prodotti se fosse diventare obbligatoria per tutti? 

Farò del FAI DA TE un’arte, non posso sostenere spese per pagare un’azienda che sanifica una o due volte al giorno il negozio.

Quale sarà il regolamento per i clienti? E per i dipendenti? 

L’ ingresso in negozio sarà per un massimo di due clienti alla volta, per fortuna non ho dipendenti da gestire.

Cosa vi aspettate dal primo periodo dopo l’apertura? 

Spero ci sia molta voglia di praticare sport outdoor ma le notizie ad oggi parlano di un secondo lockdown causato da un rialzo delle persone infette e questo è poco incoraggiante.

Venderete mascherine per lo sport? 

Vendo mascherine chirurgiche a tre strati certificate e mascherine FFP2 senza valvola, sempre certificate, proprio per dare un servizio aggiuntivo su un prodotto che ad oggi è di difficile reperibilità.

Come vedete il futuro dei negozi specializzati running/outdoor e dello sport in generale? 

Se devo dire la verità, guardando il futuro e conoscendo qualche piccolo negoziante, le prospettive non sono belle, si parla di chiusura attività o di cambio di gestione, purtroppo questo fermo attività per due mesi e più, ha tagliato le gambe a chi sosteneva l’attività mensilmente.

Quali aspetti negativi e quali invece positivi vi lascerà questa pandemia? 

Aspetti negativi molti, aspetti positivi uno: ho avuto molto tempo da dedicare alla mia famiglia e ai miei piccoli bimbi.

Riuscite ad avere una previsione temporale per tornare ai livelli di fatturato pre-crisi?

Ad essere sincero non ho proprio idea perché avendo un negozio di articoli sportivi tecnici outdoor, può essere che chiuda l’attività a fine anno o può essere che ci sia (come spero) un boom di vendite data dalla voglia di tornare all’aria aperta, ma penso sia davvero difficile tornare a parlare di un fatturato uguale/maggiore agli scorsi anni.

 

Tatiana Bertera