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Nico Favresse è tornato dalla Patagonia poco tempo prima che iniziasse il lockdown. Si era recato in Argentina con il suo compagno di spedizioni, Sean, con l’obiettivo di provare nuove vie e dedicare anima e corpo a ciò che maggiormente ama: la roccia.

L’atleta Scarpa a nasce e cresce in Belgio, un paese piatto, ma si innamora del climbing tanto da farne una ragione di vita. Insieme al rock, di cui è molto appassionato. Anche in questi giorni di Lockdown che lo hanno costretto a una vita chiusa dentro le mura di casa, Nico ne ha approfittato per suonare la sua chitarra e imparare qualche nuova ricetta.

Qual è stato l’obiettivo del tuo viaggio in Patagonia? Sei stato in grado di raggiungerlo?
In realtà, l’obiettivo questa volta era semplicemente andare lì per assaporare la vita in Patagonia. Non avevo obiettivi prefissati ma volevo divertirmi semplicemente, visitare la città di Chalten facendo un pò di boulder e godendomi la compagnia della comunità di arrampicata locale. Sembrava più un ritiro in cui dedicare tempo solo all’arrampicata, alla buona compagnia e a me stesso. Quindi, con tale scopo in testa, sapevo che il mio viaggio sarebbe stato un successo. Siamo stati fortunati e il tempo ci ha permesso di fare belle avventure in montagna…è stato magico!

Da un punto di vista sportivo, cosa ricorderai di questo viaggio?
È importante avere la mente aperta e non prefissarsi troppe cose. Su quattro uscite in montagna, tre sono state completamente improvvisate e pensate all’ultimo momento!

Eri aggiornato sulla situazione di emergenza del Coronavirus in Italia?
Di solito non seguo troppo le notizie quando sono in viaggio per arrampicare ma questa volta ho effettivamente seguito tutto dall’inizio e ho prenotato il mio volo per tornare a casa una settimana prima del previsto perché mi era chiaro in quale direzione tutto si stesse evolvendo! Fortunatamente sono stato in grado di prendere l’ultimo volo dall’Argentina alla Spagna prima che tutto fosse bloccato. Sono contento di averlo fatto perché qui a casa ho un grande giardino e sono circondato dalla natura. Sean che stava scalando con me è bloccato in Argentina e chissà quando sarà in grado di tornare!

Nico Favresse, DWS Greece

Eri lontano da casa in questo delicato momento. Come l’hai vissuto?
Osservando e leggevo norizie a riguardo per tenermi aggiornato. Onestamente i media enfatizzano così tanto le notizie che a un certo punto ho pensato che saremmo andati verso un’apocalisse. Fortunatamente ho letto di più e da diverse fonti di informazione per costruire la mia opinione al riguardo e imparare e sentirmi più razionale.
Come alpinisti che trascorrono molto tempo in montagna, siamo abituati ad affrontare pericoli imprevedibili. Penso che essere abituato ad affrontare questi pericoli mi abbia aiutato davvero a rilassarmi e, in qualche modo, abbia fatto crescere una relazione più profonda con l’universo.

Com’è stato il viaggio di ritorno? Hai avuto difficoltà?
Il mio volo per Milano è stato annullato, quindi la mia ultima opzione rimanente è stata quella di volare a Madrid e da lì trovare la mia strada per le Alpi. Sul treno di ritorno a casa una persona è svenuta, quindi l’intero treno è stato bloccato per 4 ore per paura che il ragazzo fosse colto da coronavirus e di conseguenza infettasse tutte le persone nel treno.

Hai trovato la situazione che ti aspettavi, qui in Italia?
No, non mi aspettavo che le misure di blocco diventassero così rigide, ma immagino fosse necessario.

Come atleta, come ti adatterai a questa situazione? E come hai intenzione di allenarti?
Colgo questo momento come un’opportunità per dare una pausa al mio corpo e permettergli di recuperare. Pratico Yoga ogni giorno per migliorare la mobilità e il supporto articolare al fine di stare bene e prevenire lesioni.
Ho anche convertito una parete di casa, una della mia soffitta, in un punto per allenarmi. Usando assi di legno riciclate e prese di arrampicata ho dato vita a una parete fai da te su cui ho iniziato ad allenarmi. Vado a correre quasi tutti i giorni e quando ho finito, mi do alla cucina e cerco di imparare come cucinare nuovi piatti e suonare la chitarra.

Come “influencer”, che tipo di esempio stai dando alla tua comunità?
Mi piace immaginare di essere in grado di influenzare le persone contribuendo a fare cambiamenti positivi nella loro vita. Cambiamenti verso l’ambiente, le persone ma anche se stessi coltivando l’amore per se stessi e raggiungendo una migliore qualità della vita.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Spero di andare a esplorare alcuni grandi pareti in luoghi in cui non sono stato e vorrei raggiungerle in modo creativo facendo il minor danno possibile all’ambiente.

Come nasce la collaborazione con SCARPA? Quali valori condividi?
SCARPA produce alcune delle migliori scarpe da arrampicata e scarponi da montagna sul mercato. Quando ho deciso di lasciare la mia precedente calzatura, SCARPA è stata la prima azienda ad accogliermi. Inoltre, apprezzo molto il fatto che Scarpa sia un’azienda a conduzione familiare in cui le decisioni non vengono prese solo con un obiettivo finanziario. Possono ancora preoccuparsi di servire semplicemente lo sport concentrandosi sulla realizzazione dei migliori prodotti che possono dare spinta agli sport di montagna. Oggi non potrei immaginare di stare con un partner di scarpe migliore!