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30 Marzo 2020

Montagne360, la rivista del Cai (Club Alpino Italiano) è online con il numero di aprile, interamente consultabile e scaricabile da chiunque all’apposito indirizzo. Una diretta conseguenza dell’emergenza che tutto il Paese sta vivendo a causa della pandemia Covid-19. Ad annunciarlo, con una lettera aperta ai Soci pubblicata sempre sul sito ufficiale, il presidente generale Vincenzo Torti, che ha spiegato la decisione con “l’impossibilità segnalataci di provvedere in tempi brevi a gran parte della distribuzione postale”.

Proprio sul Coronavisus sono incentrati, su questo numero, gli editoriali dello stesso presidente generale e del direttore della rivista Luca Calzolari. Vincenzo Torti riporta il messaggio ricevuto dal presidente della Sezione Cai di Codogno Paolo Cavallanti nei giorni in cui il comune lodigiano era zona rossa, citandolo come esempio di comportamento per tutte le componenti dell’associazione: “Per rimediare a questo isolamento, con il Direttivo di Sezione abbiamo organizzato una serie di iniziative volte a garantire la continuità dei servizi essenziali per i Soci. Per esempio, abbiamo avuto il primo Consiglio virtuale (via web) nella nostra storia. Ovviamente, in linea con le direttive del Ministero della Salute e del Cai nazionale, abbiamo annullato tutte le attività programmate fino a data da destinarsi”. Attraverso il web, inoltre, “stiamo cercando di fornire informazioni ai Soci in merito a tematiche di montagna oltre alle problematiche relative alla diffusione del virus invisibile”.

Il Direttore Luca Calzolari offre uno spunto a proposito dell’impatto causato sul turismo in montagna dal diffondersi del virus, con “una prima polaroid che abbiamo voluto scattare contattando alcuni operatori della montagna a circa due settimane dallo scoppio dell’epidemia”. Scrive Calzolari: “Asat, l’associazione albergatori del Trentino, stima che nei mesi di marzo e aprile il rendiconto del calo delle presenze sarà di oltre un milione, pari a circa il 60% in meno rispetto al 2019. Il danno economico? Circa 140 milioni di euro. Nella montagna friulana non va meglio: nei primi dieci giorni la rinuncia alla vacanza nelle Terre alte ha raggiunto l’80%”. Previsioni simili anche per il bellunese, la Valle D’Aosta e l’Appennino: “Nel modenese si registra un meno 70%, nel reggiano le disdette da parte di singoli sono attorno al 40%, mentre quelle dei gruppi organizzati toccano il 90%. Secondo Federalberghi Calabria, infine, ci sarà un dimezzamento delle presenze per la stagione estiva in Sila”.

La rivista tratta però anche altre tematiche, ad esempio quella della “montagna da salvare”, in cui vengono approfonditi quattro casi di zone montane e parchi ricchi di monumenti naturali, di paesaggi geologici unici e di straordinari patrimoni floro-faunistici. Spazio poi alla scoperta del Tufo Trail di Saturnia (da percorrere pedalando) e al progetto, targato Cai e Mountain Wilderness, di un’esplorazione nello Swat (nord del Pakistan), per individuare e descrivere possibili itinerari di trekking, verificando le potenzialità alpinistiche di una zona bellissima e inesplorata. E ancora: la Via di Francesco nell’Italia centrale, per molti “il vero Cammino di Santiago in Italia”, grazie a paesaggi, stratificazione della storia e collaborazione di pubblico, privato e associazioni (Cai compreso).