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26 Marzo 2020

In uno scenario come quello attuale, la comunicazione e nello specifico l’adv restano elementi fondamentali. Tuttavia è necessario che vengano contestualizzati.

L’azienda di data management Kantar ha analizzato l’opinione di 25mila consumatori provenienti da oltre 30 paesi evidenziando tra i principali feedback l’importanza, da parte dei brand, dell’essere vicini ai propri consumatori nell’attuale momento di crisi mondiale.

Lo studio si è quindi concentrato sulle attese da parte dei clienti rispetto alla aziende.

In primis l’evidenza che emerge è che l’utente (78%) si aspetta che i brand tutelino la salute dei propri dipendenti e il 62% di loro richiede di favorire lo smartworking. Un altro dato significativo è l’aspettativa dell’azione positiva nel supportare gli ospedali (41%) e l’aiuto ai governi (35%).

Solo una minima parte dei consumatori poi si aspetta uno stop della pubblicità. Secondo Kantar un’assenza di sei mesi dalla tv si tradurrebbe in una diminuzione della brand awareness pari al 39% ritardando così il recupero post emergenza.

Di contro, per tutti coloro che proseguono nell’adv, i consumatori si aspettano che le campagne abbiano un impatto positivo sulla società. Ad esempio evidenziando come il brand sia utile nella “nuova vita” è un dato apprezzato dal 77% dei rispondenti, che trova consono anche comunicare gli sforzi attuati dal brand per affrontare/migliorare la situazione (75%). Un tono rassicurante e positivo nella divulgazione dei messaggi è inoltre auspicabile (70%).

Il 75% dei rispondenti dichiara altresì che i brand non dovrebbero sfruttare l’attuale situazione di crisi per promuovere la propria realtà e il 40% sottolinea come la comunicazione dovrebbe evitare l’utilizzo di toni umoristici.

Fruizioni dei media

Secondo la rilevazione statistica, più i Paesi si sono trovati coinvolti nella pandemia maggiore è stato l’utilizzo dei media in casa su ciascun canale.

All’apice dell’emergenza la navigazione sull’web è aumentata del 70%, seguita dal consumo della tv che testimonia un trend in crescita del 63% e dall’uso dei social media +61% (rispetto ai tradizionali dati di utilizzo).

Si evidenzia tuttavia anche una crisi di fiducia in alcuni canali informativi. I tradizionali programmi televisivi e quotidiani sono considerati maggiormente affidabili e il 52% delle persone li identifica come fonte più attendibile. Di contro le piattaforme social evidenziano un’affidabilità pari solo all’11%, dato che deriva dalle recenti fake news. I siti web delle agenzie governative sono considerati attendibili solo dal 48% delle persone.

Le app: messaggistica in crescita

Whatsapp sta ottenendo i maggiori incrementi di fruizione. Viene registrato quindi +40% rispetto al tradizionale utilizzo: la fase iniziale della pandemia ravvisa trend in crescita del 27%, a metà fase +41% e nella fase tardiva +51%. L’uso complessivo di Facebook è aumentato del 37%. La Cina annovera un aumento del 58% nell’uso dei social locali come Wechat e Weibo.

Il maggior utilizzo delle app di messaggistica è stato più alto nella fascia di età 18-34 anni. Whatsapp, Facebook e Instagram hanno registrato un aumento dell’utilizzo del 40% principalmente da parte degli under 35.