In questo articolo si parla di:
21 Febbraio 2020

Una corsa lunga 250 km, durata cinque giorni, attraverso l’Artico. È quella che lo scorso novembre Pau Capell, campione di ultra trail, ha effettuato per sensibilizzare le persone sugli effetti devastanti che il cambiamento climatico sta avendo sul nostro pianeta. L’atleta del team The North Face, vincitore dell’edizione 2019 dell’Ultra Trail du Mont Blanc, è riuscito a portare a compinento questo ambizioso progetto nonostante le temperature glaciali, i venti fortissimi e i percorsi ricoperti di neve. Lo ha fatto partendo da Alta, in Norvegia, ben oltre il circolo polare artico, e arrivando al piccolo porto di Nordkapp.

“Quando sono arrivato in Norvegia, il freddo mi ha davvero spiazzato e pensare di dover correre 50km al giorno in quelle condizioni era scoraggiante”, ha dichiarato Pau, che ha preso assoluta consapevolezza dei danni causati dai cambiamenti climatici durante le imprese compiute tra le montagne nel corso degli anni. “Sono però fermamente convinto che sia fondamentale mettersi alla prova in luoghi diversi e affrontare sfide sempre nuove. Quando due anni fa sono venuto a conoscenza dei dati allarmanti rilevati dai ricercatori, ho deciso di compiere un’impresa sportiva il più vicina possibile a ciò che gli orsi polari si trovano a dover affrontare per sopravvivere”.

Al fine di comprendere le implicazioni del cambiamento climatico per l’ecosistema artico e il suo impatto a livello globale, The North Face si è rivolta alla nota glaciologa e membro del board di Protect Our Winters Europe, la dott.ssa Heidi Sevestre. Che spiega: “Siamo strettamente collegati all’Artico e sappiamo perfettamente che se non agiamo adesso, le temperature di tale area aumenteranno dai 5 ai 10 gradi entro la fine del secolo. Ciò comporterebbe un rapido aumento del livello dei mari, ondate di calore sempre più frequenti e altri eventi climatici estremi che avrebbero un impatto diretto su tutti noi. Ciò che è necessario comprendere è che siamo noi esseri umani la prima causa del cambiamento climatico e questo significa che siamo al contempo la soluzione al problema. Per questo motivo ogni azione che compiamo quotidianamente può avere un effetto positivo o negativo sul nostro clima. Impegniamoci affinché sia un effetto positivo”.

La coordinatice di POW Europe Brita Staal, che ha trascorso i primi anni della sua vita ad Alta e conosce perfettamente le condizioni estreme che Pau ha dovuto affrontare, ha invece dichiarato: “Promuovere la consapevolezza delle conseguenze dannose del cambiamento climatico diventa più importante di ora in ora ed è fondamentale mettere le nostre voci al servizio di questa causa agendo concretamente. Speriamo che l’iniziativa di Pau possa essere lo spunto per un impegno reale a favore dell’ambiente”.

The North Face continuerà a promuovere azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico. A sostegno dell’iniziativa di Pau, l’azienda compenserà le emissioni di CO2 prodotte durante la sua spedizione e quelle generate da tutte le spedizioni future dei propri atleti.