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21 Febbraio 2020

Se nel 2018 l’accusa era quella di discriminazione e sessismo, per il suo 2020 Nike cerca il riscatto. Per questo entra nel dettaglio della composizione di genere e origine dei sui dipendenti, ma non solo. Nell’Impact Report del 2019, il colosso americano mette in evidenza anche i risultati raggiunti in termini di riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi.

Insomma, un futuro verso cui Nike vuole dirigersi più consapevole, grazie anche al fatto di aver registrato un aumento di tre punti percentuali della presenza femminile in ruoli manageriali di alto livello (vice president-level representation), dove le donne rappresentano il 39 per cento.

Dei quasi 68mila dipendenti globali del gruppo di Beaverton, il 49% oggi sono donne. Quanto all’indagine per “razza o etnia”, nel 2019 il 69% dei dipendenti Nike è bianco (contro il 77% del 2018), mentre le persone di colore (Black or African American) sono il 31% (dal 23% del 2018). Nel report Nike ha confermato l’obiettivo di incrementare il livello di diversity, così come di sostenibilità dei processi. Il gruppo sarebbe sulla buona strada per “utilizzare il 100% di energia rinnovabile nelle strutture di proprietà o in gestione, a livello globale, entro il 2025”.

Ad oggi le facilities del Nord America risulterebbero già alimentate da energia rinnovabile al 100% a seguito dell’accordo tra Nike e Avangrid Renewables. Il numero uno dello sportswear è inoltre parte del RE100 che include grossi gruppi internazionali che si sono impegnati a utilizzare fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica.