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Minima, progetto premiato dalla giuria ISPO con l’Award Gold nella categoria Outdoor Lifestyle Footwear per l’importante valore espresso nella ricerca di soluzioni progettuali a basso impatto ambientale, segna un nuovo standard nella progettazione di calzature sostenibili. Si tratta di un elegante modello di ispirazione outdoor che evoca il gusto delle tradizionali calzature da montagna. Ideale per utilizzo in città e per il viaggio, è la prima e unica calzatura sul mercato outdoor in cui tomaia e fodera sono interamente realizzate con pelle Zero Impact, ottenuta da un processo di concia a basso impatto ambientale, senza cromo e metalli pesanti.

Nel rispetto dell’impegno responsabile proprio della filosofia Aku, il design della calzatura è concepito per ridurre lo scarto di pelle in produzione attraverso il suo reimpiego in diverse componenti del prodotto, mentre le emissioni di CO2, prodotte dall’intero ciclo di vita di Minima, sono state compensate sostenendo iniziative promosse dalle Nazioni Unite per la neutralità climatica (UNFCCC).

In occasione di ISPO Munich del mese scorso, abbiamo avuto modo di confrontarci con Giulio Piccin (product & sustainability manager Aku Italia) sugli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale dell’azienda e sul processo che ha portato alla realizzazione del modello Minima, “ottenuto grazie alla filosofia Aku di agire responsabilmente e che è figlio di un progetto precedente, Bellamont Plus”.

In quest’occasione è stato approfondito l’impegno dell’azienda espresso nella collaborazione con la Conceria Dani di Arzignano – cui la nostra redazione farà visita nelle prossime settimane – attraverso una “serie sconfinata di prove”, racconta Giulio Piccin, “che ha permesso di trovare un giusto punto di equilibrio e raggiungere un duplice traguardo: ridurre significativamente la quantità di pelle utilizzata in produzione e trovarsi  alla fine del processo con meno scarto da gestire”.

Sui prossimi numeri di Outdoor Magazine ci addentreremo ulteriormente nelle modalità e nelle finalità del “progettare per ridurre” (“design to reduce”), una direzione che l’azienda di Montebelluna ha intrapreso con decisione con il progetto Minima, presentato alla fiera di Monaco di Baviera, e che ha scelto di comunicare all’utilizzatore finale del prodotto attraverso degli speciali servizi POP a disposizione dei negozianti. L’intervista a Giulio Piccin sarà pubblicata sul numero di febbraio della rivista, mentre il reportage della visita allo stabilimento della Conceria Dani sul numero successivo.