Nel 2018 si era consolidato. Ora il fatturato di RadiciGroup continua a crescere attestandosi a 1,2 miliardi di euro (+6%), con un ebitda a 185 milioni (+16%) e un utile di esercizio al netto di ammortamenti e svalutazioni di 97 milioni (+19%).

“Il gruppo ha vissuto un anno eccezionale”, sono le parole del presidente Angelo Radici. “Anche se nell’ultima parte si sono fatti sentire i primi rallentamenti. In ogni caso, sono fiducioso nel fatto che riusciremo ad avere una semestrale con margini stabili, nonostante la contrazione dei volumi”.

Il gruppo attivo nei business della chimica, dei tecnopolimeri e delle fibre sintetiche, che opera in 16 Paesi con 3.100 dipendenti ha sede a Bergamo e rappresenta un punto di riferimento importante nel settore, ma anche per il territorio.

“La seconda parte del fiscal year in corso non si preannuncia facile – ha aggiunto – ma sarà comunque nell’ottica di risultati positivi, benché inferiori a quelli del 2018”.

Quello in cui RadiciGroup si sta muovendo è un business influenzato negativamente anche dalla questione dei dazi Cina-USA e dall’instabilità geopolitica. “Per noi pesa molto anche la contrazione del mercato automobilistico – precisa il presidente di RadiciGroup – cui stiamo cercando di far fronte con notevoli sforzi in termini di ricerca e innovazione, volta ad ampliare il portafoglio prodotti anche con materiali a ridotto impatto ambientale e a creare nuove opportunità di mercato, sempre più attente alla sostenibilità”.

Continua la focalizzazione sui settori core, come la chimica del nylon, i tecnopolimeri e le fibre sintetiche, anche da fonte rinnovabile. “L’obiettivo – conclude Angelo Radici – è migliorare la posizione competitiva sul mercato, raggiungendo un sostanziale equilibrio fra le aree geografiche, con lo scopo di dipendere di meno dall’andamento dei singoli mercati”.

“Una posizione finanziaria netta in miglioramento rispetto al 2017, i rapporti di fiducia con le banche e una solida situazione patrimoniale ci mettono nelle condizioni di essere pronti per eventuali opportunità di crescita, senza dover necessariamente ricorrere a interventi di capitali esterni”, osserva il cfo Alessandro Manzoni, che ricorda come nel 2018 la società abbia investito oltre 50 milioni di euro «e altrettanti saranno stanziati nel 2019, per mantenere elevati livelli di eccellenza tecnologica».