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Patagonia si schiera in difesa della Grande Baia Australiana contro la compagnia petrolifera norvegese Equinor, che sta per ottenere i permessi per trivellare quell’area.

Attivisti, politici, atleti e locali tra i quali gli ambassador del brand Belinda Baggs e Dave Rastovich sono sul posto per sostenere il movimento Big Oil Don’t Surf.

Per evitare che quest’area molto cara alla comunità del surf vada distrutta, Equinor ha attivato, fino al 20 di marzo, una vera e propria petizione.

BIG OIL DON’T SURF: SALVA LA GRANDE BAIA AUSTRALIANA DAL PETROLIO

La Grande Baia Australiana è un paradiso per balene, pesci, uccelli, mammiferi marini, vita vegetale e per tutti gli ecosistemi invertebrati” afferma Belinda Baggs, esperta surfista, attivista e ambassador Patagonia. “Equinor vuole stanziarsi lungo le nostre coste australiane e migliaia di specie marine sono in grande pericolo per via di rischiose trivellazioni petrolifere in acque profonde. Tutti noi, come surfisti, siamo legati al mare e dipendiamo fortemente dalla salute degli oceani, sia a livello locale che globale, e siamo influenzati da qualsiasi cambiamento nel nostro ambiente, a tutti i livelli“.

Se a Equinor venisse dato il permesso di procedere (processo che sta quasi per concludersi) inizierebbero i danni all’ecosistema locale e aumenterebbero i rischi di future fuoriuscite di petrolio.

La popolazione dell’Australia meridionale sta unendo le forze per combattere ed è nato un movimento che  si sta rapidamente diffondendo tra le diverse comunità, i paesi e le culture. C’è qualcosa che tutti possono fare a riguardo per un periodo di soli 30 giorni: dal 19 febbraio al 20 marzo 2019, è possibile lasciare un commento pubblico in merito al “progetto di piano ambientale” (EP) di Equinor. Tutti noi possiamo fare pressione sulla società inviando i nostri commenti a questo link.

Maggiori informazioni sul sito Patagonia.