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Responsabilità, sostenibilità, riduzione dell’impatto ambientale ed eque condizioni del lavoro: ecco le sfide presentate da Mammut attraverso il proprio corporate responsibility. L’azienda svizzera, leader nella produzione di articoli per la montagna e per l’escursionismo, ha diffuso i propri obiettivi per i prossimi cinque anni in un comunicato inerente al progetto “We Care”, che pone al centro del processo di produzione l’imperativo di “preservare quello che vale la pena preservare e migliorare ciò che è ancora perfettibile”.

Entro il 2023 ogni prodotto del brand, come si legge nella nota ufficiale, dovrà rispettare rigide misure di controllo relativamente all’impatto sull’ambiente, ai materiali utilizzati – soprattutto per quanto riguarda quelli di origine animale, di cui sarà richiesta necessariamente la tracciabilità – e alle condizioni di lavoro dei dipendenti. Dalla lana al cotone, il “goal” è arrivare ad impiegare soltanto materiali di origine certificata e derivanti da coltivazione biologica; e quando possibile anche tessuti riciclati, compatibilmente con gli standard qualitativi del brand elvetico.

L’impegno di Mammut in questa direzione non è una novità. Dal 2011, infatti, l’azienda è partner di bluesign®, punto di riferimento su scala globale per quanto riguarda la tutela del consumatore e dell’ambiente nell’industria tessile; e già nel 2008 aveva aderito alla Fair Wear Foundation, organizzazione che si propone l’obiettivo di migliorare le condizioni dei lavoratori in questo settore. “La sostenibilità di prodotti e processi produttivi è una parte essenziale nella definizione dei nostri standard qualitativi”, ha sottolineato Peter Hollenstein, cr manager della società svizzera.